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    Ex mercenario della Wagner descrive le brutalità in prima linea

       Andrei Medvedev, l’ex mercenario del gruppo Wagner che ha disertati e ha chiesto asilo alla Norvegia, in un’intervista esclusiva alla Cnn da Oslo ha raccontato la bruitalità alla quale ha assistito in Ucraina. Ha spiegato che i combattenti Wagner venivano spesso mandati in battaglia con poche indicazioni, e il trattamento riservato alle reclute riluttanti era spietato. “Riunivano quelli che non volevano combattere e gli sparavano davanti ai nuovi arrivati”, ha rivelato. “Ad esempio, hanno portato due prigionieri che si sono rifiutati di andare a combattere e hanno sparato loro davanti a tutti, poi li hanno seppelliti nelle trincee scavate dalle reclute”.    Il 26enne, che afferma di aver precedentemente prestato servizio nell’esercito russo, si è unito a Wagner come volontario. È entrato in Ucraina meno di 10 giorni dopo aver firmato il suo contratto nel luglio 2022, prestando servizio vicino a Bakhmut, la città in prima linea nel Donetsk. Medvedev ha parlato alla Cnn da Oslo dopo aver attraversato il suo confine in un’audace defezione che, stando al suo racconto, lo ha visto sfuggire all’arresto “almeno dieci volte” e schivare i proiettili delle forze russe. A suo parere, al gruppo Wagner mancava una strategia: “Non c’erano vere tattiche. Abbiamo solo ricevuto ordini sulla posizione dell’avversario ma non c’erano ordini precisi su come comportarci. Pianificavamo come procedere passo dopo passo”. 

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    Carfagna, Meloni cede alla Lega su Autonomia

    (ANSA) – ROMA, 31 GEN – “Per l’autonomia di Calderoli vale la
    proprietà commutativa: cambiando l’ordine delle bozze il
    risultato non cambia. Anche nell’ultima versione la riforma
    resta uno schiaffo ai cittadini del Sud e rischia di essere una
    presa in giro per quelli del Nord. Perché delle due l’una: o in
    assenza di determinazione dei Lep l’autonomia non verrà attuata
    oppure verrà realizzata senza che un solo Lep sia finanziato. In
    entrambi i casi spiace vedere come la Meloni abbia totalmente
    ceduto alla propaganda della Lega”. Così Mara Carfagna,
    presidente di Azione, che aggiunge: “Restano irrisolte tutte
    quelle criticità che non solo le opposizioni, ma anche imprese e
    moltissimi amministratori locali, denunciano da tempo. Inoltre,
    la possibilità per le Regioni di chiedere la potestà di tutte le
    23 materie previste dalla riforma del Titolo V, senza tener
    conto che intanto il mondo è cambiato, è una follia. Pandemia e
    crisi energetica ci hanno insegnato che scuola, infrastrutture,
    rapporti con l’Ue, politica energetica, commercio con l’estero
    devono restare potestà statale. Il problema – conclude Carfagna
    – non è l’attuazione dell’autonomia differenziata, che anzi ci
    vede favorevoli. Il problema è l’autonomia modello Calderoli,
    che non rispetta il dettato costituzionale ed è destinata a
    disegnare un’Italia ancora più spaccata”. (ANSA).   

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    Cospito: Donzelli attacca quattro deputati del Pd, bagarre alla Camera

    Bagarre nell’Aula della Camera dopo che Giovanni Donzelli di Fdi cita parti delle affermazioni di Alfredo Cospito riportate dal quotidiano Repubblica in relazione al 41 bis. Insorgono il Pd e Avs contro l’esponente di Fdi, che parlava durante l’esame della proposta di legge sulla istituzione della commissione Antimafia. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiesto di “ricostruire subito quanto riferito in Aula”.
    “Cospito è un terrorista e lo rivendicava con orgoglio dal carcere. Dai documenti che si trovano al Ministero della Giustizia, Francesco Di Maio del clan dei casalesi diceva, incontrando Cospito: ‘Pezzetto dopo pezzetto si arriverà al risultato’, che sarebbe l’abolizione del 41 bis. Cospito rispondeva: ‘Dev’essere una lotta contro il 41 bis’. Ma lo stesso giorno, il 12 gennaio 2023, mentre parlava con i mafiosi, Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando. Io voglio sapere se la sinistra sta dalla parte dello Stato o dei terroristi”, ha detto Donzelli in Aula.
    Cospito, Donzelli: ‘Sinistra sta con lo Stato o con i terroristi?’

    Immediata la replica del vicesegretario Pd (e deputato) Peppe Provenzano che ha accusato Donzelli di “sporcare un momento di grande unità che il Parlamento ha il dovere di costruire sui temi di lotta alla mafia”. “Ci sono molte ragioni per le quali potremmo invitare Donzelli a vergognarsi e non le ripeterò tutte in quest’aula, ne dirò solo due. La prima è che il suo intervento non c’entra nulla con l’articolo uno della proposta di legge che stiamo esaminando. La seconda è che sta sporcando la profonda unita’ che stiamo cercando di costruire sui temi della lotta alla mafia. Unità”, puntualizza.
    Duro intervento anche del segretario del Pd Enrico Letta: “Il gruppo di maggioranza relativa ha il compito di far si che si trovino percorsi utili per tutti sui temi condivisi. Ma ciò si è interrotto con l’intervento fuori luogo di Donzelli. Mi aspettavo che il capogruppo Foti intervenisse per biasimarlo e invece lo ha difeso. Noi rispettiamo il vostro lavoro, voi rispettate il nostro. Sulla lotta alla mafia il rispetto deve essere massimo”. 
    Ed anche Debora Serracchiani, chiamata in causa direttamente, ha detto la sua: “Sbaglia chi pensa di poterci dividere tra buoni e cattivi su temi così delicati. E’ stato un grave errore intervenire questa mattina con parole che avrebbero dovuto essere evitate nel modo più assoluto”. Parlando fuori da Montecitorio ha poi sottolineato che “l’aula di oggi era chiamata in modo unanime ad approvare la proposta di legge istitutiva della commissione antimafia. Su questo pensiamo che ci debba essere unità. Questa unità è stata insozzata dalle parole di Donzelli, che sono gravissime e hanno contenuto e carattere di rilevanza penale. Visto che Donzelli ha importanti ruoli istituzionali, ci chiediamo se questa sia la posizione del presidente Meloni. Chiediamo alla presidente Meloni di prendere una posizione chiara. Ci dica la presidente Meloni se la pensa allo stesso modo”.
    Il dem Federico Fornaro ha chiesto di istituire stituire “una commissione, un giurì d’onore secondo il regolamento della Camera, che giudichi la fondatezza dell’accusa di Donzelli, che ha leso l’onorabilità dell’onorevole Serracchiani e del Pd. Al capogruppo Foti dico, Donzelli deve scusarsi”. 
    Richiesta accolta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. “E’ stata richiesta la nomina di una commissione incaricata di verificare quanto accaduto e la correttezza delle affermazioni”, ha detto Fontana annunciando un giurì d’onore. “Invito tutti i gruppi sulla base della rilevanza dei temi che abbiamo da affrontare in Aula a voler riprendere un ordinato esame su provvedimento rispetto ai quali non mi pare ci sia alcuna divergenza politica”, ha concluso.
    “Nessun sindacato” sulle parole pronunciate nell’Aula della Camera sul caso Cospito dai deputati, “ma serve rispetto reciproco”, ha anche detto Fontana. “Stamani facendo riferimento sia all’ultima parte dell’intervento di Donzelli sia quelli di altri deputati di opposizione la dialettica politica è andata senza dubbio oltre il rispetto del principio di rispetto”.

    Conferenza stampa sul caso Cospito. Il Guardasigilli: ‘Di fronte alla violenza non si tratta, l’ondata di gesti vandalici giustifica il mantenimento del 41bis’. Tajani: ‘Ci auguriamo che tutti sostengano l’azione del governo contro la violenza’. Piantedosi: ‘C’è il rischio di ricompattamento di frange diverse dagli anarchici’ (ANSA)

    “Donzelli ha fatto una critica assai aspra all’opposizione accusando quattro parlamentari di una certa condotta. Il minimo è che ci sia una replica nei suoi confronti…”, ha spiegato il vicepresidente Giorgio Mulè, invitando a “rileggere il resoconto”. Intanto, i deputati Pd intervengono a raffica, chiedendo a Donzelli di scusarsi con i quattro deputati del Pd che ha accusato di aver incontrato Cospito. 
    Non sono però arrivate le scuse da parte dell’esponente della maggioranza che ha contrattaccato: “Le scuse? No. Andrò volentieri al giuri’ d’onore per chiedere al Pd di chiarire le sue parole. Mi auguro che la sinistra italiana che sta balbettando su Cospito chieda scusa agli italiani”.

    Cospito, Donzelli: ‘Non mi scuso, pronto al giuri’ d’onore’

     

    LA RICHIESTA DI DIMISSIONIDai banchi delle opposizioni arriva la richiesta di dimissioni dal Copasir per Donzelli. Il primo ad accusare l’esponente di Fratelli d’Italia nel suo ruolo di vicepresidente del Copasir è Federico Fornaro del Pd.  “Donzelli ha citato espressamente documenti depositati al ministero della Giustizia e ha citato colloqui nel carcere di Sassari tra detenuti al 41 bus. Anche in base al ruolo di Donzelli, che è vicepresidente del Copasir, chiediamo che ci dica come ha fatto ad avere questi documenti rendendo Cospito il legame tra gli anarchici e la mafia, facendogli così un grande favore”, ha chiesto Fornaro in Aula alla Camera.
    A stretto giro la replica di Donzelli. “Non è possibile che abbia avuto quelle informazioni che ho citato dal Copasir perchè per gli atti c’è un registro apposito su cui si firma quando si consultano, e io non ho mai consultato alcun documento del Copasir”, ha chiarito Donzelli. “Come mi sono arrivati quei documenti? Sono depositati al Ministero della Giustizia, non secretati e consultabili da qualsiasi deputato. Sono stati consegnati dal Dap. Lo dico senza alcuna polemica e senza entrare nel merito. Se mai avessi usato il Copasir per quegli atti certamente mi sarei dovuto dimettere”, ha concluso.
    La risposta non è bastata a convincere le opposizioni. “Inaccettabile quello che Donzelli ha detto questa mattina ed è ancor più grave che abbia fatto riferimento a documenti riservati del ministero della Giustizia che avrebbe visionato. A che titolo ha preso visione di questi documenti? In qualità di vicepresidente del Copasir, di dirigente di Fratelli d’Italia, di amico del sottosegretario Delmastro? Per fare chiarezza presenteremo un’interpellanza urgente”. Lo ha annunciato Maria Elena Boschi, deputata di Azione – Italia Viva – Renew Europe, intervenendo in Aula “Noi che negli anni passati siamo stati attaccati in modo populista anche da Donzelli senza che si levasse una parola in nostra difesa, ora esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi ed amici del Pd, non per la comune militanza di un tempo, ma perché Donzelli ha violato le regole istituzionali e lo sanno anche i colleghi di maggioranza che tacciono per amor di coalizione. Ora – conclude – Donzelli dovrebbe chiedere scusa e lasciare il ruolo di vicepresidente del Copasir”.
    “Quelle informazioni prodotte dal Dap sono nella esclusiva disponibilità del Ministro della Giustizia. Ecco perché ora è anche dovere di Nordio chiarire. E Donzelli deve dimettersi dal Copasir, perché con uno come lui nessuno può sentirsi al sicuro”. Così il vicesegretario del Pd e vicepresidente del Gruppo alla Camera, Peppe Provenzano, su Twitter.
    “Il vicepresidente del Copasir e deputato Donzelli intervenendo in aula ha parlato questa mattina di documenti su presunti legami e contatti tra la mafia e gli anarchici attraverso colloqui in carcere tra Alfredo Cospito e mafiosi. Donzelli ha reso pubblici i contenuti di intercettazioni tra mafiosi e Cospito. Il ministro Nordio come può consentire che atti segreti siano divulgati dal deputato Donzelli. Donzelli rendendo pubbliche i contenuti delle intercettazioni ha danneggiato il lavoro di intelligence della forze dell’ordine .ma noi chiediamo quali siano le fonti di queste informazioni, perché se le avesse ricevute in qualitá di membro del Copasir avrebbe violato il segreto di Stato. Scriveremo formalmente al ministro di Grazia e Giustizia e al presidente del Copasir perché se Donzelli avesse violato il segreto non può più fare il vice-presidente del Copasir. Vogliamo sapere se nel rendere pubblici i contenuti delle intercettazioni in corso sia stato commesso un illecito e per questo presentiamo esposto alla procura della Repubblica di Roma.” Cosí in una nota il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra Angelo Bonelli.

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    Camera dà ok a istituzione commissione Antimafia

    (ANSA) – ROMA, 31 GEN – Via libera pressochè unanime
    dell’Aula della Camera alla proposta di legge sulla istituzione
    della commissione parlamentare antimafia in questa legislatura.   
    Il testo, approvato a Montecitorio con 288 voti a favore,
    nessun contrario ed un astenuto, ora passa al Senato. (ANSA).   

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    Che cos'è il Giurì d'onore e come funziona

    “Quando nel corso di una discussione un deputato sia accusato di fatti che ledano la sua onorabilità, egli può chiedere al Presidente della Camera di nominare una Commissione la quale giudichi la fondatezza dell’accusa”. E’ il Regolamento stesso della Camera, all’articolo 58, a prevedere il cosiddetto Giurì d’onore chiesto oggi dal Pd in Aula , al quale ha acconsentito il presidente Lorenzo Fontana, dopo le affermazioni di Giovanni Donzelli contro quattro deputati Dem.
    Nella prassi parlamentare la nomina di un Giurì d’onore presuppone tre elementi: innanzi tutto l’addebito personale e diretto di un parlamentare nei confronti di un altro nel corso di una discussione; in secondo luogo l’attribuzione di fatti determinati e non quindi l’espressione di un giudizio o una opinione; e infine la possibilità che la Commissione di indagine – che non dispone di poteri coercitivi – possa acquisire elementi di conoscenza in ambito parlamentare o attraverso testimonianze spontanee degli interessati. Il Presidente della Camera assegna, recita ancora il Regolamento, “un termine per presentare le sue conclusioni alla Camera, la quale ne prende atto senza dibattito né votazione”.
    Si tratta di uno strumento a cui non si ricorre molto di frequente, visto che raramente i deputati trascendono nel linguaggio senza incorrere in sanzioni più gravi. Infatti il Regolamento stabilisce che se un parlamentare ricorre “a parole sconvenienti” (articolo 59) sia richiamato dal Presidente, e che sia espulso (articolo 60) se viene richiamato una seconda volta o se “ingiuria uno o più colleghi o membri del Governo”. Alcuni deputati avvezzi a toni forti, nelle precedenti legislature, hanno fatto sì che fosse convocato il giurì d’onore (come Benito Paolone di An nel 2004, Franco Barbato di Italia dei valori nel 2010 e nel 2012).
    A volte il giurì viene evitato grazie alle scuse dell’accusatore. Avvenne così l’11 dicembre 2009 con le scuse di Maurizio Paniz di Forza Italia a Marco Minniti per le sue affermazioni del giorno precedente. 

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    Ddl Autonomia giovedì in Cdm con 'qualche ritocco'

    Il disegno di legge sull’Autonomia differenziata sarà presentato in Consiglio dei ministri giovedì. Lo si apprende da fonti di governo, dopo la riunione di oggi del pre-Consiglio in cui, viene spiegato, è stata esaminata la bozza di testo diffusa ieri sera ed è stato deciso “qualche ritocco”.
    “Le Regioni avranno più risorse e più poteri con l’autonomia, per gestire i servizi essenziali per i cittadini, a partire naturalmente dalla sanità. Dobbiamo pensare che ogni anno 200mila cittadini raggiungono la Lombardia da altre Regioni per sottoporsi a interventi chirurgici. Quindi, dobbiamo garantire a tutti una sanità di assoluta qualità”, ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

    Agenzia ANSA

    Intervento della premier alla presentazione del Progetto ‘Polis-Casa dei servizi digitali’ di Poste Italiane. Monito di Mattarella: ‘Non impoverire i servizi locali’ IL TESTO del Ddl sull’Autonomia differenziata (ANSA)

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    Scuola: stop a voti sotto 4, il 70% dei docenti non è d'accordo

     Due docenti su tre non sono d’accordo con la proposta di non assegnare in pagella voti inferiori al quattro: non la ritengono una pratica educativa. È quanto emerso dall’ultimo sondaggio della Tecnica della Scuola, proposto per meglio comprendere cosa ne pensino gli addetti ai lavori sull’iniziativa portata avanti dall’assessore provinciale alla scuola in lingua tedesca in Alto Adige, Philipp Achammer.    Alle risposte del sondaggio hanno partecipato poco meno di mille lettori: in prevalenza a dire la loro sono stati insegnanti (il 73.8% delle risposte), mentre il 14.5% sono stati genitori, il 9.2% dirigenti scolastici e il resto appartenenti alla categoria “altro” composta da studenti, personale Ata e lettori non addetti ai lavori. Tra i docenti ben 70% non si è detto d’accordo con la proposta.    Tra i genitori, dirigenti scolastici e tutti gli altri che hanno partecipato al sondaggio, si è registrata maggiore incertezza: infatti, a dire di non essere favorevole a non assegnare voti inferiori al quattro è stato all’incirca il 50% dei partecipanti.    Molti dei partecipanti al sondaggio hanno motivato il loro ‘no’ alla proposta. Non pochi infine sono stati i commenti favorevoli, anche per la cancellazione del voto in generale.