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    Omofobia: Casellati riassegna i ddl in sede referente

    La Presidente del Senato Elisabetta Casellati, a quanto si apprende, ha dato mandato agli uffici di riassegnare alla commissione Giustizia i ddl sull’omotransfobia in sede referente. I quattro disegni di legge saranno ricongiunti al ddl Zan.  I disegni di legge che la presidente Casellati ha riassegnato alla commissione Giustizia sono stati presentati da: Alessandra Maiorino, M5s; Elvira Evangelista, M5s;Julia Unterberger, Autonomie; Monica Cirinnà, Pd.
        La scorsa settimana il presidente della commissione Giustizia, Andrea Ostellari, aveva chiesto alla presidente di palazzo Madama di riassegnarli alla commissione a in sede referente in modo di poterli congiungere con il ddl Zan. Si tratta di un regolamento interno del Senato per il quale i ddl congiunti devono essere assegnati nella stessa sede.    Ora affinché l’iter parlamentare della legge Zan, approvata dalla Camera a novembre scorso, riprenda dovrà essere convocato un ufficio di presidenza per la calendarizzazione.    

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    Mattarella: 'il legame tra Italia e Stati Uniti è un impegno per la difesa della democrazia'.

    “Un legame che ci vede impegnati, in una prospettiva convintamente transatlantica, a sostenere e promuovere le libertà civili e i principi democratici, in un quadro di sicurezza e stabilità internazionale teso a promuovere lo sviluppo economico e il progresso sociale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’anno in cui “la Repubblica Italiana celebra il 160mo anniversario di vita dell’unità del Paese” e in cui “ricorrono anche i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti d’America, avviate il 13 aprile del 1861”.
    “Nell’anno in cui – scrive il Capo dello Stato – la Repubblica Italiana celebra il 160mo anniversario di vita dell’unità del Paese, ricorrono anche i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti d’America, avviate il 13 aprile del 1861. Un lungo cammino abbiamo percorso insieme da allora. La nostra profonda amicizia si è progressivamente rafforzata negli ultimi settantacinque anni, radicandosi nella comune adesione ai valori di libertà, pace, democrazia. I costanti e fecondi scambi sociali e culturali tra i nostri popoli la alimentano, così come il contributo fornito dalla ampia e operosa comunità di origine italiana negli Usa e dai cittadini statunitensi residenti nel nostro Paese”.
    Un legame, afferma Mattarella, che “ci vede impegnati, in una prospettiva convintamente transatlantica, a sostenere e promuovere le libertà civili e i principi democratici, in un quadro di sicurezza e stabilità internazionale teso a promuovere lo sviluppo economico e il progresso sociale. Sfide globali senza precedenti ci spingono, ancora una volta, a unire volontà ed energie a livello nazionale, internazionale e nei consessi multilaterali che hanno dimostrato, nei decenni, efficacia di azione”. “E’ mio vivo auspicio che – conclude il presidente della Repubblica – Washington e Roma, insieme anche nel rispondere alle sfide di questo momento, possano costantemente rinsaldare la loro vicinanza e sviluppare sempre più la loro collaborazione a sostegno dell’affermazione dei comuni valori. Con questo spirito, sono lieto di rivolgere i miei più calorosi auguri per il futuro delle relazioni tra i nostri due popoli e il più vivo apprezzamento a quanti, con il loro impegno, contribuiscono a incrementare il legame tra Italia e Stati Uniti”. “L’impegno dell’Italia verso la Nato resta risoluto”: lo ha ribadito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo da Washington alle celebrazioni virtuali per i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Usa. “Come alleati siamo risoluti nel nostro impegno a proteggere la nostra sicurezza collettiva e a lavorare insieme per mantenere la pace e la stabilità internazionale”, ha aggiunto, ricordando poi il contributo italiano alla sicurezza nello scacchiere internazionale, dall’Afghanistan alla Libia, dal Libano all’Iraq.  

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    Covid: ok definitivo al decreto sull'esame per avvocati

    Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge sullo svolgimento dell’esame per l’abilitazione di avvocato durante l’emergenza Covid-19. I voti a favore sono stati 383, quattro i contrari, due gli astenuti. Il decreto introduce una disciplina speciale per la sessione di esami di abilitazione alla professione forense.
        In particolare: – le prove scritte sono sostituite da una prova orale a carattere preselettivo, propedeutica rispetto alla canonica prova orale; – nella prima prova orale il candidato, che deve essere presente nella sede d’esame insieme al segretario della sottocommissione (gli altri componenti della commissione sono collegati da remoto), è chiamato a risolvere una questione di carattere pratico-applicativo, in una materia, tra diritto civile o diritto penale o diritto amministrativo, scelta precedentemente.    Il candidato, dopo aver letto il quesito, deve individuare i nodi problematici, le disposizioni applicabili, sostanziali e processuali, i principi rilevanti e gli eventuali orientamenti giurisprudenziali potendo consultare anche i codici annotati.    Per lo svolgimento della prova il candidato ha a disposizione un’ora dalla dettatura del quesito (mezz’ora per l’esame preliminare, mezz’ora per la discussione); – la seconda prova orale, per la quale ciascun candidato ha a disposizione tra 45 e 60 minuti, ha ad oggetto 5 materie, oltre a ordinamento e deontologia forense.    Il decreto prevede che in caso di positività al COVID-19 o di sintomi compatibili, quarantena o isolamento fiduciario, nonché in caso di comprovati motivi di salute, il candidato può chiedere una nuova data per lo svolgimento della prova, tramite istanza al presidente della sottocommissione, adeguatamente documentata. La prova dovrà essere svolta entro 10 giorni dalla fine dell’impedimento.    Infine, viene incrementato il numero delle sottocommissioni d’esame, ridotte numericamente da 5 a 3 componenti. Possono far parte delle commissioni d’esame, per la prima volta, i ricercatori universitari a tempo determinato (RTD-B) e i magistrati militari.    Le date delle prove saranno comunicate con un nuovo decreto del Ministero della Giustizia, entro il 12 aprile 2021.

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    Covid: pranzo politici sardi, spunta nome ex assessore Erriu

    (ANSA) – CAGLIARI, 13 APR – Il pranzo proibito di Sardara
    irrompe nel Consiglio regionale della Sardegna e spuntano fuori
    nuovi nomi, tra politici e funzionari riconducibili alla
    Regione, che sarebbero stati nell’hotel termale in questione
    violando le norme anti Covid-19. Tra questi, citato dal
    capogruppo del Psd’Az Franco Mula durante una discussione molto
    animata, l’ex assessore degli Enti locali Cristiano Erriu (Pd).
    All’ordine del giorno dell’Aula è calendarizzata la discussa
    legge 107 sugli staff della Giunta, ma il dibattito prosegue su
    un’altra strada.   
    L’opposizione – che alla fine ha occupato l’Aula
    interrompendo la seduta – chiede che il presidente della Regione
    Christian Solinas venga a riferire sull’accaduto, visto e
    considerato che ha confermato la sua presenza nell’albergo il
    comandante del Corpo forestale Antonio Casula, che ha già
    chiarito di essere stato lì per motivi di lavoro. Ovvero, ha
    detto Massimo Zedda (Progressisti), “colui che ha poteri di
    polizia giudiziaria e di controllo sul rispetto delle stesse
    norme per arginare la pandemia. Solinas deve chiedergli un
    elenco di chi ha partecipato e poi rimuoverlo dall’incarico”.   
    Eugenio Lai (Leu) ha fatto presente che “ancora il gruppo del
    Psd’Az non ha smentito il fatto che ci potessero essere alcune
    persone di fiducia di alcuni assessorati, e il presidente della
    Regione non ha smentito il fatto che ci fossero dei suoi
    collaboratori di fiducia”. (ANSA).   

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    Salvini, da ministro sarei andato in piazza con miei agenti

    “Da ministro avrei autorizzato quel corteo: io sono sempre per la libertà di manifestare”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, alla conferenza stampa per la presentazione del libro ‘Salute o libertà: un dilemma storico-filosofico’ di Corrado Ocone parlando della manifestazione di ieri. “Ci sarei andato io, in piazza, insieme ai miei poliziotti”. 
    “Siamo lì per rimanerci, finchè serve che stiamo lì, non siamo in metropolitana, Ma non per il gusto di stare al governo. Stiamo lavorando a un estate post-bellica, che sia l’inizio di un rinascimento non solo economico ma anche mentale”. “Ma non stiamo là a fare carta da parati”.   

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    Fukushima:Cina e Corea Sud contro rilascio acqua contaminata

    (ANSA) – PECHINO, 13 APR – Cina e Corea del Sud hanno
    criticato con forza il piano del Giappone di rilasciare più di
    un milione di tonnellate di acqua trattata dalla centrale
    nucleare di Fukushima, danneggiata dal sisma/tusnami del 2011,
    nell’oceano Pacifico.   
    Tokyo ha rimarcato la sicurezza dell’operazione forte del
    sostegno dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica
    (Aiea) che ha definito la mossa simile allo smaltimento di acque
    reflue negli impianti nucleari in altre parti del mondo. Il
    processo, tuttavia, non inizierà probabilmente prima di diversi
    anni.   
    La Cina ha definito dannoso il piano per la salute pubblica,
    accusando Tokyo di aver deciso di smaltire le acque reflue
    nucleari “senza riguardo per i dubbi e l’opposizione interni ed
    esteri. Un approccio estremamente irresponsabile e gravemente
    dannoso per la salute e la sicurezza pubblica internazionale e
    gli interessi vitali delle persone dei Paesi vicini”, ha
    affermato il ministero degli Esteri in una nota postata sul suo
    sito web. L’ oceano è “proprietà comune dell’ umanità” e lo
    smaltimento delle acque reflue nucleari “non è solo questione
    interna del Giappone”, assicurando che “continuerà a seguire da
    vicino gli sviluppi insieme alla comunità internazionale”,
    riservandosi di dare “ulteriori risposte”.   
    A Seul, Koo Yoon-cheol, capo dell’Ufficio per il
    coordinamento delle politiche governative della Corea del Sud,
    ha tenuto in mattinata una riunione d’emergenza per discutere la
    posizione e le misure di Seul sull’annuncio nipponico. “Il
    governo esprime forte rammarico per la decisione del governo di
    Tokyo sul rilascio dell’ acqua contaminata”, ha detto Koo in una
    conferenza stampa a fine incontro.   
    Il governo “adotterà le misure necessarie in linea con il
    principio di mantenere il popolo sudcoreano al sicuro dall’acqua
    contaminata dell’impianto di Fukushima”, ha aggiunto Koo nel
    resoconto della Yonhap.   
    Il Dipartimento di Stato americano ha affermato in un sito
    web che il Giappone “è stato trasparente sulla sua decisione” e
    “sembra abbia adottato un approccio conforme agli standard di
    sicurezza nucleare accettati a livello globale”. (ANSA).   

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    Roma: Calenda a Letta, primarie legittime ma le strade si separano

    “Il dado è tratto. Scelta legittima. A questo punto le nostre strade si separano. Crediamo che occorra smettere di parlare per mesi solo di Pd, coinvolgere i cittadini in modo trasversale e operare un rinnovamento di classe dirigente che le primarie tra correnti non garantiscono”. Lo scrive su Twitter il leader di Azione e candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda, intervenendo sulle parole del segretario del Pd, Enrico Letta, che ieri ha rilanciato le primarie per le elezioni amministrative romane. “Ci confronteremo sui programmi con apertura e reciproca disponibilità. Iniziamo oggi con webinar su Piano rifiuti”, aggiunge Calenda.   

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    Copasir: Salvini, aspetto le dimissioni di tutti. Meloni: intervenga il Colle

    “Aspetto le dimissioni di tutti i componenti del Copasir”: il segretario della Lega Matteo Salvini lo ha ribadito oggi a margine di una visita a Mind. Insomma non ci sarà una semplice rinuncia alla presidenza da parte del Carroccio. “I componenti della Lega sono pronti a dimettersi ma devono dimettersi tutti e poi – ha aggiunto – si elegge il nuovo presidente”. Quello del Copasir “non è un problema che va risolto tra me e Salvini, ma tra maggioranza e opposizione, con i Presidenti delle Camere, si spera con un intervento del Presidente della Repubblica. Sono colpita che su questo non abbia detto una parola”. Lo afferma la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, partecipando a “Quarta Repubblica” su Rete 4. “Credo che una parola sua possa fare la differenza”.