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    Papa: nuovo monito contro i muri: 'Andare oltre gli egoismi nazionali'

    Nuovo monito del Papa contro i “muri”. “Come cristiani – ha detto nell’udienza alla Centesimus Annus – siamo chiamati a un amore senza frontiere e senza limiti, segno e testimonianza che si può andare oltre i muri degli egoismi e degli interessi personali e nazionali; oltre il potere del denaro che spesso decide le cause dei popoli; oltre gli steccati delle ideologie, che dividono e amplificano gli odi; oltre ogni barriera storica e culturale e, soprattutto, oltre l’indifferenza”. “Possiamo essere fratelli tutti”, “può sembrare un’utopia irrealizzabile”, “preferiamo invece credere che sia un sogno possibile”, ha concluso il Papa.
    “La solidarietà, la cooperazione e la responsabilità” sono “antidoti all’ingiustizia, alla disuguaglianza e all’esclusione”. Lo ha detto il Papa ai partecipanti al convegno internazionale della Centesimus Annus. “Le incertezze e le precarietà che segnano l’esistenza di tante persone e comunità sono aggravate da un sistema economico che continua a scartare vite in nome del dio denaro, istillando atteggiamenti rapaci nei confronti delle risorse della Terra e alimentando tante forme di iniquità. Dinanzi a questo non possiamo restare indifferenti”. La risposta “non è solo la denuncia” ma soprattutto “la promozione attiva del bene”.
    Nell’incontro è anche arrivato, da parte di Papa Francesco, un nuovo monito del Papa contro i “muri”, dei quali tanto si parla in Europa in questi giorni. “Come cristiani – ha detto – siamo chiamati a un amore senza frontiere e senza limiti, segno e testimonianza che si può andare oltre i muri degli egoismi e degli interessi personali e nazionali; oltre il potere del denaro che spesso decide le cause dei popoli; oltre gli steccati delle ideologie, che dividono e amplificano gli odi; oltre ogni barriera storica e culturale e, soprattutto, oltre l’indifferenza”. “Possiamo essere fratelli tutti”, “può sembrare un’utopia irrealizzabile”, “preferiamo invece credere che sia un sogno possibile”, ha concluso il Papa.   

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    Papa: Montessori tra figure più eminenti cultura Novecento

    (ANSA) – CITTA DEL VATICANO, 23 OTT – Omaggio di Papa
    Francesco a Maria Montessori. In un messaggio, in occasione del
    Congresso Internazionale, che si apre oggi a Roma, per celebrare
    il suo 150° anniversario della nascita, il Papa esprime
    “apprezzamento per l’iniziativa volta a fare memoria di così
    illustre pedagogista, figura tra le più eminenti della scena
    culturale del Novecento, che ha lasciato un segno profondo
    nell’ambito educativo e nell’intera società”. “Nel ricordarne
    l’impegno per la costruzione di un mondo più fraterno e pacifico
    – si legge nel messaggio firmato a nome del Papa dal cardinale
    Segretario di Stato Pietro Parolin – , Sua Santità auspica che
    la significativa ricorrenza favorisca una generosa dedizione in
    favore delle nuove generazioni, per formare persone solidali,
    cittadini del mondo aperti al dialogo e all’accoglienza”.   
    (ANSA).   

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    Locandina Milite Ignoto sbagliata, Struttura Chigi si scusa

    Una gaffe che non è passata inosservata. Prima l’immagine del soldato straniero, erroneamente scelta per celebrare il centenario del Milite Ignoto, ha cominciato a circolare sulle chat, poi su alcuni social, con relativi post di protesta. Alla fine, le scuse da parte della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio che si occupa di promuovere gli anniversari e che aveva diffuso quella locandina sbagliata: “Sentito rincrescimento, saranno presi provvedimenti”.    Nell’immagine che voleva ricordare l’anniversario dei cento anni del Milite ignoto, la cui salma fu inumata all’Altare della Patria nel 1921, sono stati inseriti alcuni soldati non italiani, presumibilmente americani, peraltro della Seconda guerra mondiale. Come se non bastasse, lo sfondo è quello di una carta geografica straniera, forse colombiana. Una rappresentazione che non c’entra niente con il Milite Ignoto e che in breve tempo ha suscitato un’ondata di polemiche, prima sui social, da parte di numerosi cittadini, e poi anche in Parlamento, con prese di posizione indignate e annunci di interrogazioni parlamentari.    “Più che arrabbiati siamo amareggiati vista l’importanza attribuita al centenario del Milite Ignoto dalle varie amministrazioni, anche locali, dalle Forze armate e da diverse istituzioni scolastiche”, dichiarano in una nota alcuni deputati di Fratelli d’Italia, chiedendo conto al Governo perchè è necessario “capire l’origine di un simile scivolone”. “E’ una vergogna”, dice il senatore azzurro Maurizio Gasparri: “la Presidenza del Consiglio si dovrebbe scusare con le vittime e con i combattenti, con i familiari e con i defunti. Una sciatteria del genere squalifica chi l’ha fatta. Si dimetta”.    Arrabbiata anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Clamoroso errore della Presidenza del Consiglio dei Ministri: sui profili social della Struttura di Missione per gli anniversari nazionali di Palazzo Chigi viene postata una grafica istituzionale per il centenario del Milite Ignoto che però non c’entra assolutamente niente con la nostra storia nazionale. Si vedono, infatti, dei soldati USA della Seconda guerra mondiale e una porzione di cartina geografica che non è l’Italia. Ma come è possibile tale sciatteria? Chi ha autorizzato questo scempio? Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione al Governo, al premier Draghi e al ministro delegato Dadone, per conoscere i responsabili di questa indecenza”.    Le scuse della Struttura di missione arrivano in serata. “Per un refuso – si legge in un post – durante le attività di selezione è stata diffusa una immagine inesatta. Abbiamo provveduto a rimuoverla e sostituirla. Pur trattandosi di episodio verificatosi nel contesto di carichi di lavoro particolarmente intensi, saranno adottati provvedimenti. La Struttura di missione esprime sentito rincrescimento, scusandosi per l’errore compiuto”. 

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    P.A: linee guida, smart work ruoti, lavoro prevalente sia in presenza

     L’amministrazione pubblica che vuole fare smart working deve garantire “l’invarianza dei servizi resi all’utenza” ma anche “un’adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza”. Lo si legge nelle linee guida presentate oggi dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ai sindacati. Non si può quindi fare lavoro agile cinque giorni a settimana ma lo si deve alternare con il lavoro in ufficio.
    NO ALLA LINEA INTERNET DI CASA – Nell’attività di smart working il dipendente pubblico non potrà usare la propria rete internet domestica per servizio. E’ un altro aspetto che emerge dalle linee guida sul lavoro agile presentate ai sindacati dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. ” Si deve fornire il lavoratore- si legge – di idonea dotazione tecnologica. Per accedere alle applicazioni del proprio ente può essere utilizzata esclusivamente la connessione Internet fornita dal datore di lavoro”. Quindi deve essere assicurata “l’adozione di appositi strumenti tecnologici idonei a garantire l’assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni trattati durante lo svolgimento del lavoro agile” . “In nessun caso – si legge – può essere utilizzato un’utenza personale o domestica del dipendente per le ordinarie attività di servizio”.
    FASCIA DI DISCONESSIONE DI 11 ORE – Anche il lavoratore pubblico in smart working avrà diritto ad un periodo di riposo consecutivo giornaliero non inferiore a 11 ore per il recupero delle energie psicofisiche così come prevede il contratto per il lavoro in presenza. Lo chiariscono le linee guida presentate oggi dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta sulla fascia di inoperabilità o disconnessione. Il documento ricorda che la prestazione lavorativa in modalità agile è svolta senza un vincolo di orario nell’ambito delle ore massime di lavoro giornaliere e settimanali stabilite dai CCNL. Il lavoratore può richiedere, ove ne ricorrano i relativi presupposti, la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge quali i permessi per particolari motivi personali o familiari, i permessi sindacali e quelli della legge 104. Nelle giornate in cui si fa smart working – si chiarisce “non è possibile effettuare lavoro straordinario, trasferte, lavoro disagiato, lavoro svolto in condizioni di rischio”. In caso di problematiche di natura tecnica e/o informatica, e comunque in ogni caso di cattivo funzionamento dei sistemi informatici, qualora lo svolgimento dell’attività lavorativa a distanza sia impedito o sensibilmente rallentato, il dipendente è tenuto a darne tempestiva informazione al proprio dirigente. Se queste problematiche dovessero rendere temporaneamente impossibile o non sicura la prestazione lavorativa l’amministrazione può richiamare il dipendente a lavorare in presenza. Per sopravvenute esigenze di servizio il dipendente in lavoro agile può essere richiamato in sede almeno il giorno prima. Il rientro in servizio non comporta il diritto al recupero delle giornate di lavoro agile non fruite.

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    Brunetta: 'Ora serve un'alleanza con popolari, liberali, socialisti'

    Una nuova coalizione a sostegno di Draghi, che ricomponga le attuali forze intorno ai tre poli europei socialista, liberale, popolare. È la proposta del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, intervistato da ‘La Repubblica’, secondo il quale il malessere della maggioranza nasce ‘dalla mancanza di un collante tra i partiti, che stanno iniziando a rispondere al richiamo del consenso’. Per il ministro, le divaricazioni nel centrodestra sono aumentate, invece servirebbe un’analisi sugli errori. ‘La colonna portante di ogni Paese dell’Europa è l’opinione moderata’, riflette. E serve una maggioranza credibile, con partiti ‘all’altezza di Draghi’.
    Una nuova coalizione a sostegno di Draghi, che ricomponga le attuali forze intorno ai tre poli europei socialista, liberale, popolare. È questa, in sintesi, la sua proposta. E “se la destra sovranista, anti-europea e No Green pass va dietro al richiamo della foresta – aggiunge – commette un grande errore, perché il popolo non la pensa così. Lo stesso vale per la sinistra, perché le persone chiedono stabilità e pragmatismo, non risposte ideologiche”.
    L’esponente azzurro è convinto che se nel centrodestra l’egemonia resta in mano a Lega e Fratelli d’Italia, “la coalizione è inevitabilmente perdente”, come si è visto alle Amministrative e “lo si vedrà anche alle Politiche”. E per Brunetta non sono credibili coalizioni “formate solo per ragioni elettorali”. Il ministro ritiene inoltre che le divaricazioni nel centrodestra siano aumentate: “Un centrodestra unito non c’è – afferma – ha ragione Mariastella Gelmini”. Invece servirebbe un’analisi sugli errori. “La colonna portante di ogni Paese dell’ Europa è l’opinione moderata”, riflette.
    Per questo Brunetta guarda con sospetto all’apertura di Salvini a Le Pen e al comizio di Meloni con Santiago Abascal: agli occhi degli elettori moderati, ragiona ancora il ministro, “ci impedisce di essere considerati come coalizione un’alternativa credibile alla sinistra”. Serve una maggioranza credibile, con partiti “all’altezza di Draghi”. “Torniamo ai fondamentali”, questo l’appello dell’azzurro, che si auspica un ritorno alle grandi famiglie politiche “che hanno costruito l’Europa e le sue istituzioni nel dopoguerra”. E indica la famiglia dei popolari, quella liberale e quella socialista. “Queste tre culture politiche adesso – dichiara – possono ricostruire l’Italia del futuro. Con Draghi”.
    “Dal vertice tra i leader sono usciti dei dati politici: uniti per il Quirinale, no a una legge elettorale proporzionale. Tutto il resto è noia. Forza Italia si propone come una forza dialogante, governativa, quindi andremo avanti. Alla fine la famosa quadra l’abbiamo sempre trovata. Brunetta mi sembra un po’ ingeneroso anche nei confronti di Berlusconi. Berlusconi ieri era a colloquio con la Merkel, non mi sembra che sia la leader dei sovranisti. Noi siamo rimasti sempre coerenti ai nostri valori e quindi con buona pace di tutti, anche di qualche ministro, rimarremo nel centrodestra. Se poi uno teorizza che il futuro sia stare nell’alleanza Letta-Conte buon viaggio”. Lo afferma Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia ai microfoni di radio Cusano Campus a proposito del file audio in cui Salvini attacca la Meloni e commentando anche l’intervista di Renato Brunetta . Quanto all’ipotesi di Berlusconi al Colle, l’esponente di Fi aggiunge: “Ne parleremo quando saremo a ridosso della votazione. I nomi che si fanno per primi sono quelli che rischiano di essere scartati. I numeri stavolta sono molto più incerti e l’ago della bilancia, anche in virtù dei delegati che manderanno le regioni, è più spostato verso il centrodestra o comunque più in equilibrio rispetto alle ultime volte”.
    “Lo scenario evocato dal ministro Brunetta nella sua intervista di oggi è molto interessante. I tre grandi filoni (socialista, popolare e liberale) della tradizione politica italiana possono servire a superare definitivamente la stagione del populismo e del sovranismo. C’è davvero bisogno che tutti i partiti siano all’altezza di Mario Draghi”, dice il senatore del Pd, Andrea Marcucci.
    L’incontro con i sindacati sullo smart working: Brunetta incontra oggi i rappresentanti dei sindacati sul contratto delle Funzioni centrali e sullo smart working. A confermarlo è il ministro nel corso del convegno all’Inps “Il ruolo delle persone nel cambiamento dell’Inps”. L’esponente del Governo osserva che il lavoro agile potrà essere implementato dal 31 gennaio 2022. Ogni amministrazione potrà “fare tutto il lavoro agile che vuole” – ribadisce – purché i servizi siano efficienti e ci sia la soddisfazione dei cittadini”.

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    Mastella annuncia nascita movimento politico nazionale

    “Meglio noi di centro” è il nome del movimento politico cui darà vita Clemente Mastella, riconfermato sindaco a Benevento. Ad annunciarlo è l’ex Guardasigilli ai cronisti a margine della cerimonia di proclamazione della sua elezione a primo cittadino avvenuta in tarda mattinata al Tribunale di Benevento. “La mia rielezione – dice Mastella – ha avuto un effetto mediatico che non immaginavo. Confermo che voglio rifondare il centro che non sarà una nuova Dc, in quanto non più ripetibile”. “Con chi? Con tutti quelli che ne hanno voglia. E, credetemi, non sono pochi perché registro che sulla iniziativa c’è tanto interesse”, conclude Mastella. 

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    Nasce Review, magazine del Foglio attento alle storie

     “Un occhio attento alle storie delle persone, che si muovono sempre lungo strade inattese e misteriose, e la voglia di raccontare i cambiamenti del mondo provando a offrire uno sguardo un po’ laterale, nuovo”: con questa “pretesa” e questo “desiderio” nasce, nelle parole della direttrice Annalena Benini, Il Foglio Review, il magazine che dal 23 ottobre sarà in edicola con il quotidiano.    “Vogliamo immergerci nelle storie e per questo adottiamo la formula del longform, che peraltro appartiene alla storia del Foglio, per avere un respiro più lungo, più arioso, rispetto alla velocità che spesso nel nostro lavoro ci domina, ci schiaccia”, spiega Benini, da vent’anni in forza al giornale fondato da Giuliano Ferrara e oggi diretto da Claudio Cerasa, parlando della rivista che avrà cadenza mensile.    La sfida della carta, “oggi non da poco, la raddoppiamo, usando una bella carta, un bel formato e soprattutto disegni bellissimi e copertine illustrate, d’autore”, spiega. La cover del primo numero è stata affidata a Emiliano Ponzi, uno dei migliori illustratori della sua generazione, che ha firmato per New York Times, New Yorker, Politico e numerosi bestseller internazionali: raffigura una ragazza afghana che legge un libro di nascosto, dietro una tenda, “compiendo un atto di coraggio, entrare nel mondo dell’immaginazione in cui può essere libera”.    “Il titolo – spiega Ponzi su Instagram – è ‘Leggere Sally Rooney a Kabul’, Rooney è la scrittrice della modernità, parla ai millennials, alle giovani donne e agli uomini. La copertina è dedicata a tutte quelle persone che vivono in una città come Kabul, dove, negli ultimi venti anni, hanno sperimentato il concetto di modernità e una sorta di libertà e ora sono costretti a tornare indietro nel tempo con regole e padroni che vanno nella direzione opposta. Sotto i regimi, leggere è il più grande atto sovversivo che un essere umano possa compiere”.    Con Paola Peduzzi vicedirettrice e Giulia Pompili al coordinamento, “la rivista – sottolinea Benini – ha una regia femminile, vuole allargare lo sguardo sull’essere una donna oggi, non solo in Italia, a Roma, nella redazione di un giornale, ma anche nei luoghi dove le cose accadono, per riflettere senza accapigliarsi, portando punti di vista diversi, arricchendo il dialogo con il coinvolgimento di scrittrici e scrittori”.    Se lo “zoccolo duro” dei lettori del ‘Foglio’ “è cresciuto in questi 25 anni con il giornale, ci piacerebbe allargarci a un pubblico più giovane, diventare un oggetto di desiderio e di lettura anche per i ragazzi”, aggiunge. Il prezzo di lancio è 50 centesimi più il prezzo del giornale, con cui resterà in vendita per tutto il mese. Dopo i primi giorni sarà possibile acquistare la copia digitale. La tiratura iniziale è di 30 mila copie, la foliazione di 48 pagine.    

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    Anniversario morte Cucchi: Letta non accada più. Conte, si chieda scusa

    Oggi ricorre l’anniversario della morte di Stefano Cucchi e la politica lo ricorda.  “Il mio pensiero in questo triste anniversario va a Stefano Cucchi, a sua sorella e alla sua famiglia. E a tutti coloro che nelle forze dell’ordine hanno aiutato ad arrivare alla verità. Perché non succeda mai più”, scrive su Twitter il segretario del Pd, Enrico Letta riferendosi alla morte del giovane romano, avvenuta il 22 ottobre 2009.   
    “Oggi si rinnova un dolore: ricorre l’anniversario della morte di Stefano Cucchi. La vicinanza e l’abbraccio vanno a Ilaria e a tutta la sua famiglia, che hanno dovuto affrontare con coraggio e determinazione anni di enorme sofferenza e angoscia, conditi da offese e calunnie”, commenta, invece, il Presidente M5s Giuseppe Conte in un post. “Questa immagine dello Stato idealmente e finalmente vicino a chi da anni chiede verità e giustizia dobbiamo tenerla bene a mente e acquisirla nel nostro bagaglio a futura memoria. Ne faccia tesoro anche chi – sottolinea – non ha ancora trovato il coraggio di dire alla famiglia di Stefano una parola semplice, ma pesante e importante: ‘scusa’ “.
    “Il 22 ottobre 2009 moriva Stefano Cucchi, per mano dello Stato che avrebbe dovuto tutelarlo. Voglio ricordarlo sempre, come voglio ricordare il coraggio e la forza di Ilaria e della famiglia, nell’accertare la verità dei fatti. Perché sia da monito e perché non accada mai più”, scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni.