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Terremoto in Myanmar, l’Ue lancia un ponte aereo e chiede di garantire l’accesso agli aiuti

Bruxelles – L’Ue ha lanciato un’operazione di ponte aereo umanitario per convogliare 80 tonnellate di materiale d’emergenza a Mandalay, seconda città del Myanmar e epicentro del terremoto di magnitudo 7,7 che il 28 marzo ha devastato il Paese. Il primo volo – carico di tende, kit sanitari e di protezione e servizi igienici – partirà oggi da Copenaghen con destinazione Yangon, dove sarà consegnato all’Unicef. Dopo le notizie degli spari alla Croce rossa cinese da parte dell’esercito birmano, la Commissione europea sottolinea l’importanza di garantire l’accesso sul territorio alle organizzazioni umanitarie e assicurarsi che operino in un ambiente sicuro.

Il bilancio del sisma si aggrava di ora in ora. Le vittime accertate sono già oltre 2.700, ma secondo le previsioni dell’agenzia americana Usgs potrebbero arrivare a 10 mila. Le aree colpite dal terremoto ospitano infatti circa la metà dei 3,5 milioni di sfollati interni del Myanmar, un paese lacerato da quattro anni di violenta guerra civile che fra le altre cose ha provocato una grave crisi alimentare e messo in difficoltà enormi l’economia del paese. Secondo il coordinatore Onu per gli Affari Umanitari per il Myanmar, Marcoluigi Corsi, ci sono quasi 20 milioni di persone “bisognose di assistenza umanitaria” nel Paese del sud-est asiatico. E questo, “già prima del terremoto”.

È in questo contesto che devono essere distribuiti gli aiuti alla popolazione. Questa mattina, l’Esercito di liberazione nazionale Ta’ang (Tnla), uno dei gruppi armati che combattono contro la giunta militare al governo dal golpe del 2021, ha denunciato l’attacco da parte dell’esercito governativo a un convoglio di di veicoli che trasportava aiuti umanitari della Croce rossa cinese. L’attacco sarebbe avvenuto ieri sera, nonostante la giunta militare fosse stata informata degli spostamenti del convoglio. La milizia Tnla fa parte dell’Alleanza delle tre fratellanze, insieme all’Esercito di Arakan (Aa) e all’Esercito dell’Alleanza democratica nazionale del Myanmar (Mndaa): le Tre fratellanze hanno proposto un cessate il fuoco dopo il sisma, ma il generale Min Aung Hlaing, capo della giunta, ha dichiarato che le operazioni militari proseguiranno come “misure di protezione necessarie”.

Dall’Onu all’Unione europea, si moltiplicano gli appelli per mettere da parte le ostilità. “Esortiamo tutte le parti in conflitto in Myanmar a cessare immediatamente il fuoco“, ha dichiarato la commissaria Ue per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib. Bruxelles, nelle ore immediatamente successive al terremoto, ha attivato il servizio satellitare Copernicus e stanziato 2,5 milioni di aiuti umanitari, a cui – ha annunciato la Commissione europea – aggiungerà altri 500 mila euro per contribuire all’appello di emergenza emanato dalla Federazione internazionale delle società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (IFRC).

Inoltre, in seguito all’attivazione del Meccanismo di protezione civile dell’Ue da parte dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), nei prossimi giorni un team di 12 esperti europei provenienti da Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Slovenia, Lussemburgo e Norvegia volerà a Bangkok e Kuala Lumpur per coordinare la risposta all’emergenza con i partner sul campo.


Source: https://www.eunews.it/category/politica-estera/feed


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