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Charles Michel incontrerà Xi Jinping a Pechino, “per dare nuovo impeto alle relazioni” con la Cina

Bruxelles – Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, volerà a Pechino per incontrare il leader cinese Xi Jinping e visitare l’Assemblea nazionale del popolo. A più di 4 anni di distanza dall’ultima volta – Donald Tusk nel luglio 2018 per l’Eu-China Summit-, le istituzioni europee tornano sul territorio cinese per una visita ufficiale. Nel mezzo sono passate una pandemia e una guerra ancora in corso, che hanno sconquassato gli equilibri economici e geo-politici globali, riaccendendo i riflettori sull’importanza delle relazioni sino-europee.

Senza dimenticare il XX congresso del Partito comunista cinese, tenutosi dal 16 al 22 ottobre scorso, nel quale un Xi Jinping sempre più forte ha ridato vigore alla natura ideologica del sistema cinese e a una retorica marcatamente nazionalista.

“La visita a Pechino fa seguito alla discussione strategica del Consiglio europeo di ottobre sulle relazioni dell’Ue con la Cina”, ha dichiarato Bruxelles: lo scorso 21 ottobre i leader dei 27 Paesi membri si sono confrontati sul rapporto con il gigante asiatico, ribadendo la necessità di quell’approccio realistico invocato anche dall’alto rappresentante agli Affari esteri Ue, Josep Borrell, pochi giorni fa al Parlamento europeo di Strasburgo.

I temi che affronteranno Michel e Xi Jinping

Il primo tassello, “per dare nuovo impeto alle relazioni bilaterali”, è la missione di Charles Michel, “preparata in cooperazione con le 27 capitali”: sul piatto, dichiarano fonti Ue, “gli sviluppi geopolitici, gli sviluppi economici e le sfide globali” da affrontare.

Messa una “X” sopra la Federazione Russa, bollata proprio ieri al Parlamento europeo come “Stato sponsor del terrorismo” a causa delle atrocità commesse contro la popolazione civile ucraina, la posizione della Cina ha acquisito una rilevanza ancora maggiore nello scacchiere internazionale. “Se c’è un Paese che più di altri ha influenza sulla Russia, quello è la Cina. Al presidente Xi Jinping diremo che va contro tutti aiutare la Russia, e che al contrario è nel bene di tutti trovare una soluzione”, hanno dichiarato alcune fonti diplomatiche.

Anche per l’approvvigionamento energetico dei 27 Paesi membri, in cerca di sostituire il gas russo con le materie prime necessarie alla doppia transizione ecologica e digitale, il rapporto con Pechino è fondamentale: il problema è che il vecchio continente rischia di sviluppare con il gigante asiatico un rapporto di dipendenza per le forniture di tecnologie fondamentali (come i semiconduttori) e materie prime critiche. Per non ripetere l’errore della dipendenza energetica dalla Russia, Bruxelles ha presentato l’European Chips Act e sta lavorando sull’Atto sulle materie prime critiche.

E poi le sfide globali, a partire dal cambiamento climatico. “Abbiamo bisogno dell’impegno della Cina”, è l’appello che arriva da Bruxelles dopo la vittoria a metà nell’accordo sul clima raggiunto alla COP27 a Sharm el-Sheik. Charles Michel proverà ad aprire anche il discorso su Taiwan e Hong-Kong, ribadendo al leader del partito comunista cinese che “lo scacchiere internazionale è basato sulle regole, con l’ONU al centro”. Su quest’ultimo dossier la posizione dell’Ue ricalca quella dell’alleato a stelle e strisce anche se, come ha dichiarato Borrell all’emiciclo di Strasburgo, “l’atteggiamento degli Stati Uniti sulla Cina in alcuni casi è diverso dal nostro”.

All’orizzonte c’è la riunione Ue-Asean del 13 dicembre a Bruxelles, a cui però l’Unione europea arriverà fresca dal tête-à-tête con l’attore forte del continente asiatico.

Il presidente del Consiglio europeo visiterà l’Assemblea nazionale del Popolo il prossimo 1 dicembre, 4 anni dopo l’ultimo viaggio delle istituzioni Ue a Pechino. Nel bilaterale con il leader cinese sul piatto la condanna alla Russia, l’approvvigionamento di materie prime critiche e la lotta al cambiamento climatico


Source: https://www.eunews.it/category/politica-estera/feed


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