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    Schede gialla e rosa per votare, vademecum per le urne

    Rosa per la Camera, gialla per il Senato. Sono le schede che verranno consegnate agli elettori domenica 25 settembre nei seggi che saranno aperti dalle 7 alle 23. Si vota anche negli ospedali (anche nei reparti Covid) e nelle carceri, se gli elettori interessati hanno comunicato di volere avvalersi del loro diritto in questa particolare condizione. Possibile il voto anche per i giovani che si trovano all’estero per l’Erasmus o comunque per studio. Via i cellulari dalle urne ma anche i bambini che non potranno accompagnare i genitori nella cabina elettorale. Ecco un vademecum sulle elezioni del 25 settembre. –
    DUE SCHEDE
    Il seggio consegna all’elettore due schede, una per la Camera ed una per il Senato. I modelli delle due schede sono identici. Le schede riportano il nome del candidato nel collegio uninominale e, per il collegio plurinominale, il contrassegno di ciascuna lista o i contrassegni delle liste in coalizione ad esso collegate. A fianco dei contrassegni delle liste sono stampati i nominativi dei relativi candidati nel collegio plurinominale. 
    COME ESPREIMERE IL VOTO
    Occorre tracciare un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale. Qualora il segno sia tracciato solo sul nome del candidato nel collegio uninominale, il voto è comunque valido anche per la lista collegata. In presenza di più liste collegate in coalizione, il voto è ripartito tra le liste della coalizione. Il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno della lista vale anche per il candidato uninominale collegato. Non è previsto il cosiddetto voto disgiunto per cui se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo. 
    TESSERA ELETTORALE, OCCHIO AI TIMBRI
    La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza. Se gli spazi sono tutti occupati da timbri è meglio pensarci per tempo, per evitare le file dell’ultim’ora. In ogni caso gli uffici comunali predisposti al rilascio delle tessere resteranno aperti dalle ore 9 alle ore 18 il 23 e il 24 settembre e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.
    PER CHI SI TROVA FUORI DAL PROPRIO COMUNE
    Il voto in un altro Comune, diverso da quello della propria residenza, è consentito per le persone ricoverate in ospedale e case di cura, per militari, naviganti, componenti dell’Ufficio elettorale di sezione e le forze dell’ordine; inoltre per i rappresentanti di lista, designati dai partiti. Tutti gli altri dovranno raggiungere la propria città e per questo ci sono tariffe di trasporto agevolate.
    COME VOTARE ALL’ESTERO
    Coloro che per lavoro o studio sono all’estero possono chiedere la scheda elettorale e votare per corrispondenza. Oltre alle schede occorrerà spedire il tagliando staccato dal certificato elettorale, il tutto in buste diverse, al Consolato competente.
    SERVE DOCUMENTO (ANCHE SCADUTO)
    Per votare, oltre alla tessera elettorale, è necessario presentare un documento d’identità, “anche se scaduto”, precisano le faq del Viminale. Vale anche una tessera rilasciata da un ordine professionale se è corredata da una fotografia.
    IL VOTO ASSISTITO
    Per i non vedenti o coloro che hanno disabilità tali da non poter votare da soli (per esempio chi ha l’amputazione delle mani o una paralisi), il voto può essere espresso con l’aiuto di un assistente ma serve un codice speciale sulla tessera elettorale che attesti questa particolare condizione
    NUOVA SCHEDA A CHI SI E’ SBAGLIATO
    L’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate  

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    Gb: media, vertice Truss-Biden a margine funerali regina

    (ANSA) – LONDRA, 15 SET – La neo premier conservatrice
    britannica Liz Truss, insediata da Elisabetta II due giorni
    prima di morire al posto di Boris Johnson, avrà un primo faccia
    a faccia con il presidente americano Joe Biden – sui temi della
    “relazione speciale” che lega Londra a Washington e sulle
    maggiori crisi internazionali a partire dalla guerra tra Russa e
    Ucraina – a margine dei funerali di Stato delle regina di lunedì
    19.   
    Lo anticipa oggi il Times, aggiungendo che Truss – arrivata
    a Downing Street in fama di falco – dovrebbe incontrare di
    persona nell’occasione anche altri due leader di Paesi alleati
    della cosiddetta anglosfera, il presidente canadese Justin
    Trudeau e il primo ministro australiano Anthony Albanese. Ma
    soprattutto appare intenzionata a cercare di rompere il ghiaccio
    a tu per tu con il presidente francese Emmanuel Macron, verso il
    quale durante la sua corsa alla leadership Tory non aveva
    mancato di rivolgere nelle settimane scorse alcune frecciate sul
    dopo Brexit, innescando un velenoso botta e risposta con Parigi.   
    Non dovrebbe invece essere presente di persona a Londra il
    presidente cinese Xi Jinping, che pure fa parte della lunga
    lista dei leader stranieri invitati, come conferma il Guardian:
    citando indiscrezioni stando alle quali, peraltro, questo invito
    sarebbe stato inserito di default dal cerimoniale, senza
    informare il ministro degli Esteri di fresca nomina del governo
    Truss, James Cleverly. (ANSA).   

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    Zelensky, cominciamo a rivedere i confini dell'integrità Ucraina

    (ANSA) – ROMA, 15 SET – “Il percorso verso la restituzione di
    tutti i nostri territori sta diventando più chiaro. Vediamo i
    contorni del ripristino dell’integrità territoriale del nostro
    Stato. Sappiamo che è un percorso difficile, ma è possibile
    percorrerlo. E lo stiamo facendo”. Così il presidente ucraino
    Volodymyr Zelensky postando su Telegram foto di alcune città
    riconquistate dagli ucraini nelle scorse settimane. (ANSA).   

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    Modi in viaggio per Samarcanda, incerto l'incontro con Putin

    (ANSA) – ROMA, 15 SET – Il premier indiano Narendra Modi
    partirà questo pomeriggio da Delhi per raggiungere l’Uzbestikan,
    dove parteciperà a Samarcanda al summit dei leader dei paesi
    dell’Organizzazione per la cooperazione di Shangai.   
    Sono tuttavia ancora in sospeso i suoi possibili incontri
    bilaterali con il presidente russo Putin e col cinese Xi
    Jinping: mentre ieri veniva dato per certo il colloquio a due
    con Putin il sottosegretario agli esteri indiano, Vinay Kwatra
    poco fa, in una conferenza stampa, non ha confermato la notizia,
    limitandosi a dire “Il premier terrà incontri bilaterali con
    alcuni leader dei paesi dell’Organizzazione”.   
    Secondo quanto emerso dalla conferenza stampa le discussioni al
    forum toccheranno temi chiave, locali e internazionali, come il
    commercio, la connettività e la cooperazione regionale.   
    Di fronte a crisi dai risvolti globali come quella dell’Ucraina,
    o di Taiwan, che vedono i due principali paesi dello SCO, Russia
    e Cina, contrapposti alla grande maggioranza dei paesi
    occidentali, l’India mantiene la sua non facile posizione e
    continua a sottolineare l’importanza delle sue relazioni sia con
    la Russia che con gli Stati Uniti. Molti commentatori
    sottolineano che l’India non gradirebbe una colorazione
    dell’organizzazione SCO spiccatamente antioccidentale.   
    L’India subentrerà all’Uzbekistan nella Presidenza del SCO e la
    assumerà immediatamente dopo la conclusione degli incontri, fino
    al settembre 2023: questo significa che nei prossimi dodici mesi
    Delhi ospiterà il prossimo meeting, al quale dovrà invitare
    anche il premier pachistano. (ANSA).   

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    Papa in Kazakhistan, nessuno è straniero nella Chiesa

    Papa Francesco conclude oggi la visita di tre giorni in Kazakistan, partecipando prima del volo di ritorno in Italia alla sessione finale del 7/o Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali svoltosi da ieri nella capitale Nur-Sultan.
    “Sono felice di essere qui in mezzo a voi, di salutare la Conferenza Episcopale dell’Asia Centrale e di incontrare una Chiesa fatta di tanti volti, storie e tradizioni diverse, tutte unite dall’unica fede in Cristo Gesù”. Così papa Francesco si è rivolto ai vescovi e al clero del Kazakistan durante l’incontro nella cattedrale cattolica di Nur-Sultan.    “Monsignor Mumbiela Sierra, che ringrazio per le parole di saluto, ha detto: ‘La maggior parte di noi sono stranieri’; è vero, perché provenite da luoghi e Paesi differenti, ma la bellezza della Chiesa è questa: siamo un’unica famiglia, nella quale nessuno è straniero”, ha osservato.    “Lo ripeto: nessuno è straniero nella Chiesa, siamo un solo Popolo santo di Dio arricchito da tanti popoli! – ha sottolineato il Pontefice – E la forza del nostro popolo sacerdotale e santo sta proprio nel fare della diversità una ricchezza attraverso la condivisione di ciò che siamo e di ciò che abbiamo: la nostra piccolezza si moltiplica se la condividiamo”. Se oggi in questo vasto Paese, multiculturale e multireligioso, possiamo vedere comunità cristiane vivaci e un senso religioso che attraversa la vita della popolazione, è soprattutto grazie alla ricca storia che vi ha preceduto”, ha affermato Francesco toccando con il clero del Kazakistan il tema della “memoria”. “Penso alla diffusione del cristianesimo nell’Asia centrale – ha ricordato -, avvenuta già nei primissimi secoli, a tanti evangelizzatori e missionari che si sono spesi per diffondere la luce del Vangelo, fondando comunità, santuari, monasteri e luoghi di culto”. “C’è dunque un’eredità cristiana, ecumenica, che va onorata e custodita, una trasmissione della fede che ha visto protagoniste anche tante persone semplici, tanti nonni e nonne, padri e madri”, ha spiegato. “Nel cammino spirituale ed ecclesiale – ha aggiunto il Papa – non dobbiamo smarrire il ricordo di quanti ci hanno annunciato la fede, perché fare memoria ci aiuta a sviluppare lo spirito di contemplazione per le meraviglie che Dio ha operato nella storia, pur in mezzo alle fatiche della vita e alle fragilità personali e comunitarie”. “Nelle nostre comunità – ricordiamoci – siamo tutti discepoli del Signore: tutti discepoli, tutti essenziali, tutti di pari dignità. Non solo i vescovi, i preti e i consacrati, ma ogni battezzato è stato immerso nella vita di Cristo e in Lui – come ci ricordava san Paolo – è chiamato per ricevere l’eredità e accogliere la promessa del Vangelo. Va dato dunque spazio ai laici: vi farà bene, perché le comunità non si irrigidiscano e non si clericalizzino. Una Chiesa sinodale, in cammino verso il futuro dello Spirito, è una Chiesa partecipativa e corresponsabile. È una Chiesa capace di uscire incontro al mondo perché allenata nella comunione”. Lo ha detto papa Francesco nell’incontro a Nur-Sultan con i vescovi e il clero del Kazakistan.

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    Fondi russi, Urso: 'Non c'è l'Italia per ora'. Di Maio: 'I dossier potrebbero essere più di uno'

    E’ scontro sul rapporto dell’intelligence Usa che riferisce di finanziamenti della Russia a partiti di Paesi esteri.
    “Ho convocato una riunione del Copasir venerdì perché sono convinto che da qui a due giorni avremo più informazioni” sul rapporto dell’intelligence Usa che riferisce di finanziamenti della Russia a partiti di Paesi esteri. Lo ha detto il presidente del Copasir Adolfo Urso a margine di un punto con la stampa italiana a Washington. Il senatore di Fratelli d’Italia ha ribadito che al momento l’Italia non risulta tra i Paesi coinvolti “ma le cose possono sempre cambiare”. Per questo “approfondiremo la questione con Franco Gabrielli nei prossimi giorni”. Il Copasir sentirà venerdì l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica Franco Gabrielli sul rapporto dell’intelligence Usa in base al quale Mosca avrebbe destinato oltre 300 milioni a partiti di Paesi esteri. L’audizione è in programma alle 9. Già questa mattina il presidente del Comitato Adolfo Urso ha fatto sapere che, in base a quanto accertato al momento, l’Italia non è tra i paesi che avrebbero ricevuto i finanziamenti.

    Agenzia ANSA

    I trasferimenti a partire dal 2014. Lo affermano alti dirigenti Usa sulla base di accertamenti dell’intelligence americana. Letta: ‘Governo e Copasir intervengano’. M5S: ‘Fare chiarezza’ .Crosetto: ‘Prendere soldi da Mosca è alto tradimento’. La Lega annuncia querele a chiunque citi impropriamente il partito e Salvini. (ANSA)

    “La percezione che negli Stati Uniti c’è di Giorgia Meloni è quella della piena affidabilità”, soprattutto rispetto al sostegno all’Ucraina e al popolo ucraino. Lo ha detto il presidente del Copasir e senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso rispondendo ad una domanda dell’ANSA a Washington. “Giorgia Meloni quello che dice realizza, quello che promette poi mantiene, coerenza, affidabilità e capacità di esprimersi in maniera chiara e diretta sono qualità che gli americani apprezzano”, ha detto ancora. “Questo vale anche quando non si condividono alcune decisioni”, ha precisato.
    “Oggi al Business Council ho avuto un incontro con l’ambasciatore Volker che alla fine mi ha dato un biglietto nel quale dice di avere fiducia sul ruolo di Fratelli d’Italia e nell’impegno mio e del partito nei confronti nella Nato, nel sostegno all’Ucraina e alle sanzioni alla Russia e sul fatto che Fratelli d’Italia ha zero collegamenti con Mosca”, ha detto il presidente del Copasir in un punto con la stampa italiana a Washington mostrando il biglietto ai giornalisti presenti.  Di Maio,su Russia dossier potrebbe essere più di uno”Il dossier potrebbe non essere uno. Il presidente Urso fa una dichiarazione molto cauta, non esistono affermazioni di assoluta certezza”. Lo afferma il ministro degli Esteri, e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, commentando a ‘Tagadà’ su La7 il dossier americano sui partiti finanziati da Mosca e le parole del presidente del Copasir Adolfo Urso, il quale ha dichiarato che sul dossier “non esistono notizie che riguardano l’Italia”.”Sono settimane che dico che c’è un rischio di ingerenze russe nella campagna elettorale italiana. Putin ci ha fatto salire di 10 volte le bollette e ora sta provando ad ingerire nella campagna elettorale. Noi non abbiamo certezza, però è per questo che io chiedo l’istituzione di una commissione d’inchiesta tra partiti italiani e il mondo russo”. Così Luigi Di Maio, Ministro degli Esteri, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. Letta: ‘Subito la verità'”Questa sconvolgente rivelazione sui possibili finanziamenti russi ai partiti politici ha sconvolto il film della campagna elettorale. Bisogna chiedere la verità oggi rispetto a questa vicenda, prima del voto. Lo chiediamo al governo, se ha delle evidenze bisogna che vengano immediatamente mostrate e oggetto del dibattito politico. Chiediamo al governo di dirlo subito, chiediamo che venga fatta chiarezza, è di per sé una vicenda gravissima”. Lo ha detto il segretario del Pd, Enrico Letta, in uno zoom coi candidati.
    Meloni: ‘E’ importante fare chiarezza’ “La Ue nei mesi scorsi ha già ampiamente fatto esempi su come  in altre nazioni la Russia abbia tentato in questi anni di aumentare la sua sfera di influenza usando strumenti a 360 gradi. E’ importante saperlo, ed è importante sapere se le scelte che alcuni fanno siano convinte o in qualche modo influenzate da qualche interesse”. Lo ha detto Giorgia Meloni a Radio 24. E se dovesse emergere che Lega abbia preso soldi da Mosca?, è stato chiesto alla  leader di Fratelli d’Italia: “Credo che non succederà. Sono mesi che se ne parla, ma non è emerso nulla”.  “Sono tutte verificabili le nostre forme di finanziamento. Sono certa che Fratelli d’Italia non prende soldi da stranieri”, ha detto ancora Meloni,  annunciando una querela a Repubblica e a Paul Volker per un articolo pubblicato nell’edizione di oggi del quotidiano. “Repubblica e Volker ci portino le prove. Siccome non ci sono penso che la querela sia inevitabile”. 
    Terzi scrive a Volker, Fdi mai ricevuto soldi dalla Russia “Sono stato profondamente rattristato e turbato quando nel leggere su La Repubblica le affermazioni che tale giornale ti attribuisce e i dubbi che, secondo quanto scrive La Repubblica, tu hai espresso circa possibili finanziamenti russi a Fratelli d’Italia. Non posso ancora credere che la citazione delle tue parole sia corretta”. Lo ha scritto in una lettera indirizzata all’ex ambasciatore Usa Kurt Volker, il candidato di Fratelli d’Italia Giulio Terzi Sant’Agata, già ambasciatore e ministro degli Esteri. Nella missiva, il responsabile delle Relazioni internazionali di FdI ha precisato: “Fratelli d’Italia non ha certo avuto bisogno di attendere le prossime elezioni o di diventare forza di governo per dimostrare nei fatti il proprio forte e irremovibile impegno euro-atlantico. Mai e poi mai vi sono stati sostegni finanziari, o di qualsiasi altra forma e natura, al partito cui appartengo da parte della Federazione russa”. Giulio Terzi ha concluso la lettera con una richiesta: “Nello spirito di collaborazione e di una condivisione di valori di lunga data, vorrei quindi pregarti di chiarirmi su quali fatti e circostanze concrete si basino le insinuazioni riportate da La Repubblica, se effettivamente corrispondono alle tue parole”.
     Salvini: ‘Fake news, mai presi soldi dalla Russia’”Mai chiesti e mai presi soldi, rubli, euro, dinari, dollari dalla Russia”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini,ospite di Non stop news su RTL 102.5. “Strano che ogni volta, a dieci giorni dal voto, arrivino queste fake news: sono anni che ci sono indagini aperte, non è mai stato trovato nulla perché non c’è nulla. Altra cosa è lavorare per la pace e cercare di fermare la guerra. Se qualcuno ha preso soldi lo dica. Mi sembra che qualcuno soprattutto a sinistra usi questa storia per non parlare di Italia bollette, cartelle e lavoro. Chi aiuta la Lega lo fa in Italia, in modo trasparente e spontaneo”, conclude.
    Speranza: gli italiani devono sapere”Come governo non abbiamo mai discusso di questi fondi russi. Se le nostre forze politiche li hanno ricevuti gli italiani devono sapere. Su temi così delicati non possono esserci dubbi di alcun tipo”. Così il ministro della Salute e leader di LeU ad Agorà.
    Fitto: nomi e cognomi o è solo veleno sul voto “Noi condividiamo la posizione della presidente della Commissione che oggi ha indicato un’azione mirata per andare a verificare queste ingerenze e a colpirle”. Lo ha detto il co-presidente del gruppo Ecr Raffaele Fitto in un punto stampa a Strasburgo rispondendo ad una domanda sul tema delle ingerenze straniere in Ue del caso dei fondi russi a diversi partiti di 20 Paesi sollevato dai servizi americani.

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    Torna il tetto agli stipendi nella Pa, ok in commissione

    Cancellare subito la deroga al tetto agli stipendi dei manager della P.a. Una scelta che anche per il Colle era quanto mai “inopportuna” in un momento di crisi come quello attuale, con le famiglie alle prese coi maxi-rincari delle bollette. E in un provvedimento, il decreto aiuti bis, che proprio alle famiglie e alle imprese in difficoltà prova a tendere una mano, con 17 miliardi di sostegni, cui si aggiungeranno a breve, con il decreto aiuti ter, ulteriori 12-13 miliardi. Mario Draghi, in piena sintonia con Sergio Mattarella che ha sentito nelle ultime ore, fa presentare alla Camera, a nome del governo, un emendamento che stoppa la deroga – che avrebbe consentito agli alti dirigenti dei ministeri e ai capi delle forze dell’ordine e delle forze armate di superare i 240mila euro di stipendio – approvata appena ieri a Palazzo Madama. E costringe così i senatori a tornare in Aula, a cinque giorni dalle elezioni politiche, per rimediare a quello che tutti i partiti, il giorno dopo il “fattaccio”, non esitano a definire un errore. Salvo scaricare le responsabilità sul governo e, in particolare, sul ministero dell’Economia, reo, a loro dire, di avere presentato all’ultimo la norma incriminata attraverso una riformulazione. “Nessuna manina”, replica piccato alle critiche il sottosegretario al Mef Federico Freni che ha seguito i lavori delle commissioni in Senato e ora alla Camera. A Montecitorio fino alla tarda mattinata si era diffusa la convinzione che sarebbe bastato un ordine del giorno votato da tutti, che chiedesse di sopprimere la misura nel primo provvedimento utile, evitando così la terza lettura al Senato che ora, salvo sorprese, si rende inevitabile. A dire il vero anche Palazzo Chigi, dopo aver annunciato l’arrivo dell’emendamento governativo, aveva prospettato la soluzione dell’ordine del giorno, a patto che fosse votato “all’unanimità”. Ma alla fine la commissione Bilancio, riunita nel tardo pomeriggio, ha votato l’emendamento soppressivo presentato oltre che dal governo anche da tutti i gruppi parlamentari. E il Senato ha fatto sapere di essere pronto, se l’Aula della Camera confermerà la modifica del testo, a riaprire martedì 20 settembre per chiudere definitivamente la partita. La nuova finestra di martedì, peraltro, potrebbe riaprire i giochi anche per la delega fiscale, l’ergastolo ostativo e l’equo compenso, rimasti appesi alla fine della legislatura. Ma in pochi scommettono che si riuscirà così in extremis a trovare una intesa che fino a ieri non si riusciti a comporre. In attesa che si chiuda l’incidente degli stipendi di Stato, il governo continua a lavorare al decreto aiuti ter, che potrebbe arrivare sul tavolo del Cdm nella tarda serata di giovedì – dopo che i deputati avranno dato l’ok all’utilizzo dei 6,2 miliardi di maggiori entrate incassate tra luglio e agosto – o al massimo venerdì mattina. La dote per il nuovo intervento dovrebbe all’incirca raddoppiare, e attestarsi tra i 12 ei 13 miliardi. Che serviranno in primis a sostenere le imprese, scongiurando blocchi produttivi che avrebbero un impatto negativo anche sulla crescita. In arrivo dovrebbe esserci la proroga del credito di imposta, che potrebbe essere esteso anche ai piccoli esercizi (quelli con potenza sotto i 16,5 kw). Mentre rimane in bilico la cig scontata. Dovrebbe tornare anche la rateizzazione delle bollette per il quarto trimestre dell’anno, da vedere se anche per gli enti locali. Per le famiglie si punta ad ampliare il bonus sociale, con il limite che potrebbe salire dagli attuali 12mila euro di Isee a 15mila. Qualche ritocco, ma niente stravolgimenti, potrebbe arrivare per la tassa sugli extraprofitti. Mentre resta sul tavolo, ma non sarebbero ancora state superate le difficoltà tecniche, l’idea del “disaccoppiamento” dei prezzi del gas e dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

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    Crescent: ricorsi inammissibili, si chiude vicenda De Luca

    (ANSA) – SALERNO, 14 SET – La Terza Sezione Penale della
    Corte di Cassazione (presidente Ramacci) ha dichiarato
    inammissibili sia il ricorso presentato dalla Procura Generale
    di Salerno che i ricorsi presentati dalle parti civili,
    confermando così la sentenza emessa dalla Corte di Appello di
    Salerno, che aveva riconosciuto la piena legittimità
    dell’operato dell’allora sindaco Vincenzo De Luca, oggi
    presidente della Giunta Regionale della Campania, e di tutti gli
    altri, politici e tecnici, a vario titolo coinvolti nella
    vicenda relativa al complesso immobiliare “Crescent” e alla
    riqualificazione dell’area urbanistica circostante.   
    I motivi di ricorso della Procura Generale di Salerno
    consistevano essenzialmente nell’esistenza di un interesse
    concreto ad impugnare la sentenza di assoluzione della Corte
    d’Appello, nonostante la sopravvenuta estinzione per
    prescrizione dei reati e nonostante i giudici di secondo grado
    avessero già escluso l’esistenza di detto interesse; inoltre,
    era stata richiesta la confisca del Crescent sul presupposto di
    una lottizzazione abusiva, tuttavia anch’essa esclusa già dal
    Tribunale. Vicenda su cui nel frattempo era sopravvenuta la
    prescrizione, il che rendeva impossibile di fatto accertare
    l’illiceità delle condotte.   
    “Con la sentenza della Cassazione – ha dichiarato il legale del
    governatore Vincenzo De Luca, prof. Andrea R. Castaldo – si
    chiude definitivamente una vicenda durata quasi dieci anni,
    durante i quali è stato minuziosamente scandagliato ogni aspetto
    della vicenda Crescent. La piena legittimità dell’operato dei
    pubblici amministratori, nello specifico dell’allora sindaco De
    Luca e della Giunta, era stata già riconosciuta in Tribunale
    all’esito di una lunga e approfondita istruttoria e confermata
    dalla Corte d’Appello salernitana con l’assoluzione di tutti gli
    imputati. La pubblica accusa ha insistito nell’impugnare le
    decisioni dei giudici, nonostante la chiara assenza di vizi o
    difetti della motivazione”. (ANSA).