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Pnrr: il pressing del Pd, Fitto riferisca in Parlamento'. Gentiloni, col governo collaboriamo ai dossier Ue

Pressing del Pd sul governo sullo stato di attuazione dei progetti del Pnrr, con la richiesta di maggiore trasparenza: il governo informi il Parlamento e faccia chiarezza su cosa sta facendo e cosa intende fare, è il messaggio dei democratici, che chiedono alla conferenza dei
capigruppo di Montecitorio una informativa urgente del ministro Raffaele Fitto sui “presunti ritardi del Pnrr e su quali siano state le modifiche apportate”. Lo ha detto ai cronisti la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga. “Rischiamo di perdere importanti risorse. La discussione va
fatta in Parlamento, in modo trasparente”.

 “Basta. Ogni giorno veline sul Pnrr. Non si sa nulla di quello che accade ai singoli progetti. Non c’è trasparenza. ‘Colpa di chi c’era prima, colpa della UE’. Serve una sessione in Parlamento, il Pnrr è la missione nazionale, riguarda il futuro dell’Italia non di qualche ministro”, scrive su Twitter il deputato dem Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri.

Gentiloni, ‘con il governo collaboriamo su dossier Ue’ – “Noi dobbiamo collaborare e lo stiamo facendo. Non c’è nessun scoppiettio che abbia contagiato il lavoro che stiamo facendo” in Ue. “Dobbiamo riconoscere il ruolo di tantissimi funzionari italiani in Commissione, il lavoro fatto dall’ambasciatore Piero Benassi. Lavoriamo assieme. Non abbiamo alcuna voglia di riproporre le divisioni interne qui a Bruxelles”. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni alla presentazione del libro di Pier Ferdinando Casini, ‘C’era una volta la politica’, soffermandosi sui dossier di lavoro per Italia e Ue, a cominciare dal Pnrr.

E il senatore dem Filippo Sensi gli fa eco chiedendo una ‘operazione verità’ da fare subito in Parlamento. “C’è tempo e ci sono gli spazi per procedere con urgenza. Non è una questione di destra o sinistra, ma di Italia, del nostro futuro. Ora”, scrive su Twitter.

Mentre Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue alla Camera, sostiene che “Il Piano è fermo al palo. Il pagamento della terza rata è stato congelato e sui prossimi step del cronoprogramma di investimenti e riforme non c’è alcuna chiarezza da parte dell’ esecutivo. Così come nessuna notizia arriva dal governo su eventuali modifiche che ha annunciato di voler apportare al Recovery Plan”. 

Gli obiettivi del Piano
Intanto, il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, spiega che sul Pnrr “c’e’ la necessita’ della massima attenzione, non c’e’ allarme”. E aggiunge: “abbiamo delle tempistiche dettate dalla legge” ma sottolineando anche che il Pnrr e’ stato “concepito” come risposta al covid ma ora il quadro e’ cambiato.

E il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini spiega che si sta facendo un check voce per voce circa gli obiettivi del Pnrr. “Ieri un compito a casa l’ho portato – aggiunge -: 229 articoli del codice degli appalti. Nella vita precedente mi portavo in giro un romanzo. Sarà uno strumento di lavoro fondamentale per l’Italia nei prossimi anni”. “La Cgil annuncia lo sciopero, quindi vuol dire che è fatto bene”. 

Da parte sua, il sindaco di Milano Giuseppe Sala chiede di dare i fondi a chi sa investirli: “Io dico, se ci sono dei residui, dateli a Milano. Sembro un provocatore ma non lo sono perché ci sono una serie di progetti che ho nel cassetto e che, se mi fossero finanziati, io ce la faccio entro il 2026”.  Secondo Sala, rispetto ai ritardi, si è ancora in tempo: “estendiamo a tutti l’operazione verità e diamo i fondi a chi li sta investire”.

“Sul Pnrr Giuseppe Sala sbaglia completamente approccio – commenta il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto -. All’Italia sono stati assegnati oltre 191 miliardi di euro proprio perché il Sud del Paese è in difficoltà e merita, dunque, l’attenzione e i finanziamenti europei per potersi allineare alle Regioni del Nord. Senza il Mezzogiorno avremmo ricevuto molto, ma molto meno”.

Il decreto legge sul Pnrr approderà nell’Aula della Camera con la discussione generale il prossimo 17 aprile. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.


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