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Von der Leyen: 'Piano d'emergenza sull'energia a luglio'

A luglio la Commissione europea presenterà un piano europeo per affrontare l’emergenza energetica attraverso la riduzione della domanda. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al termine del vertice Ue. “Lavoreremo con i Paesi per evitare frammentazioni – ha detto la presidente – e il ritorno ai combustibili fossili”

“Il Consiglio europeo invita il Consiglio, insieme alla Commissione, ad adottare tutte le misure appropriate per assicurare un più stretto coordinamento energetico tra gli Stati membri”. E’ quanto si legge nelle conclusioni del vertice europeo che, quindi, rispetto all’ultima versione della bozza, nel testo vede aggiunto un ulteriore punto sul dossier energia. Da fonti europee in precedenza che non ci sono piani per un summit straordinario a luglio. “Il ritorno accelerato dell’inflazione, la normalizzazione della politica monetaria su entrambe le sponde dell’Atlantico e i primi segni di rallentamento economico creano una situazione che ci impone di prendere decisioni rapide” nel campo “dell’energia”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine del vertice Ue.

Ieri era stato il premier Mario Draghi a chiedere un vertice straordinario sull’energia, con la proposta della Commissione sul price cap al gas finalmente sul tavolo. E l’Italia aveva ottenuto delle prime, ufficiose aperture. La presidenza ceca, che entrerà in carica a luglio, non è contraria al summit a luglio ma a patto che si parli anche di inflazione. Per l’Italia si tratterebbe comunque di una sottigliezza visto lo stretto legame tra i temi. La missione del presidente del Consiglio è portare a Bruxelles, nelle pieghe di un vertice dedicato in prima battuta all’allargamento dell’Unione, il senso di urgenza che serpeggia a Roma e in altre cancellerie europee sul dossier energia. Sulla proposta del price cap si sta creando un fronte mediterraneo. Lo spagnolo Pedro Sanchez è arrivato annunciando di portare sul tavolo del summit la “riforma del mercato elettrico” e di “un tetto ai prezzi del gas”. Il capo del governo greco, Kyriakos Mitsotakis, è andato oltre.

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TABARELLI: ‘COMPLICATO INSERIRE IL PRICE CAP’
Introdurre un meccanismo di price cap del gas “è complicato, sono entrate a gamba tesa, interventi contro l’economia. Non c’è un sistema collaudato, è cosa nuova, dovremmo inventarcelo”. Lo dichiara all’ANSA il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli. “Va ricordato inoltre che una guerra in Europa non si vedeva da 70 anni. E 20-30 anni fa non c’era il mercato spot Ttf. Applicherei le regole che c’erano prima del 2010, che piacevano anche ai produttori esteri: avere delle formule, nei contratti di vendita, legate al petrolio. Se le applicassimo il prezzo massimo adesso non sarebbe 80 ma 40. Direi di applicarle subito”. Tabarelli spiega anche una delle possibili applicazioni del tetto al prezzo del gas: “Si stabilisce un prezzo, un limite, che potrebbe essere 80 euro al megawattora. Una volta individuato il prezzo massimo stabiliamo che i consumatori finali non devono pagare più di 80. A questo punto applichiamo il meccanismo: se io importo gas pagandolo ad esempio 130, che è il prezzo corrente, la differenza tra 80, che riceverò dai consumatori finali, e i 130 che ho pagato, ovvero 50, me la dà lo Stato. Questa è la base del meccanismo. Poi si possono fare altre articolazioni più complesse, ma il consumatore finale non deve pagare più di 80”.


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