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Gli stabilimenti in Liguria al lavoro per l'estate

La Liguria, prima Regione in Italia, permette ai balneari di tornare ad allestire gli stabilimenti, segnale di speranza e atto di necessità, visto il peso che ha nel pil regionale il turismo balneare. La Liguria lo ha permesso con un decreto del governatore Giovanni Toti che va oltre l’ultimo Dpcm. Il presidente ha anticipato uno dei temi della ‘ripartenza’ del Paese al tempo del coronavirus. Pensare a una estate senza ombrelloni in Italia è fantascienza. E mentre la Liguria guarda con ottimismo alla stagione dei bagni e del sole e comincia farsi bella, il tema dell’estate al mare si fa largo nel dibattito nazionale. I bagnini di Rimini,però la pensano in maniera opposta e sostengono che senza vaccino la stagione non parte. E poi definiscono “follia” l’idea di creare dei box in plexiglass tra gli ombrelloni. “Sono sparate di chi vuol farsi pubblicità”, afferma Mauro Vanni, presidente della Cooperativa Bagnini Rimini Sud che riunisce la gran parte degli stabilimenti balneari della città romagnola.
    Tra la Liguria che si fa bella e i bagnini di Rimini che sognano il vaccino, c’è chi tra gli stabilimenti balneari della Romagna non rinuncia al business e affitta i lettini da spiaggia ai clienti con consegna a domicilio per utilizzarsi nei giardini di casa o sui balconi. Mentre anche in Abruzzo di pensa ai lavori in spiaggia.
    Ad Alassio, meta storica del turismo balneare di molti piemontesi e lombardi, si respira un cauto ottimismo e si accoglie favorevolmente l’apertura di Toti per tornare ad allestire i ‘bagni’. “Avevamo bisogno di questa apertura.
    Qualcuno si sta già muovendo, ma molti partiranno dopo il 4 maggio. In 15 giorni un bagno piccolo si monta, per uno grande ne servono 40. E da noi c’è anche da riparare i danni delle mareggiate”, spiega Emanuele Schivo, titolare del bagno Bernardino e presidente dell’associazione ‘Bagni marini’ che rappresenta il 99% degli stabilimenti alassini. Allora via alla tinteggiatura e alla sistemazione di chioschi e cabine. “Lo facciamo con speranza e con l’auspicio che alla metà o alla fine di giugno si possa essere nella Fase 3 e si possa stare in spiaggia rispettando le norme di sicurezza”, dice Schivo.
    Alassio non vuol sentire parlare di meno ombrelli sull’arenile, di box in plexiglass, di meno cabine, di fasce primetrali. “Idee fantasiose. Ciò che conta è l’indicazione dell’Oms: 4 persone in 10 metri quadrati e su questo organizzeremo il bagno. Io sono cauto, non parlerei di limitazioni. La stagione entrerà nel vivo in Fase 3 e sono convinto che riusciremo a salvarla, magari allungandola fino a ottobre”. Sarà comunque una stagione anomala, ma Schivo pensa positivo. “Si può sperare”. E intanto la spiaggia ‘mangiata’ dalle mareggiate è tornata al suo posto.
   


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