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Asse Di Maio-Di Battista, scontro con Conte sul Mes

Asse Di Maio-Di Battista contro la riforma del fondo salva-Stati europei. La linea dura del M5s accentua lo scontro con Conte che invece difende la revisione del Meccanismo di stabilità europeo. Di Maio avverte: ‘Non si firma solo il Mes, l’ok è al pacchetto. Decideremo noi come e se dovrà passare’. ‘Concordo. Così non conviene all’Italia’, fa eco Di Battista. ‘L’ultima parola spetta al Parlamento, ma prima lavoreremo per rendere questo progetto non solo compatibile ma utile agli interessi dell’Italia’, dice il premier. Salvini: ‘Nessuno mi ha mai fatto vedere il testo delle modifiche al trattato che è da bloccare’. In serata, il leader cinquestelle ha però spiegato di avere sentito “Conte due ore fa e siamo in piena sintonia sia sul Mes sia sul tema della prescrizione”.

“Giuseppe Conte ha detto ieri che tutti i ministri sapevano di questo fondo. Sapevamo che il Mes era arrivato ad un punto della sua riforma, ma sapevamo anche che era all’interno di un pacchetto, che prevede anche la riforma dell’unione bancaria e l’assicurazione sui deposito. Per il M5S – aveva scritto su Fb Luigi Di Maio –  queste tre cose vanno insieme e non si può firmare solo una cosa alla volta”.

“Oggi ho letto i giornali, leggo francamente ricostruzioni che mi hanno sorpreso – era stato il commento di Conte appena arrivato a Londra per il vertice Nato -, qualcuno ha sintetizzato che io parlassi a nuora perché suocera intenda, di una contrapposizione tra me e Di Maio, una carenza informativa. E’ una lettura che non condivido: con Di Maio mi sento quotidianamente, abbiamo fatto sul Mes un vertice, ci siamo confrontati, abbiamo fatto un comunicato congiunto”.  “Io non batto i pugni, uso argomentazioni, sono determinato a far valere gli interessi dell’Italia”, ha spiegato il premier a chi gli chiede se al prossimo Consiglio europeo l’Italia è intenzionata a far valere la sua posizione sulla riforma del fondo salva Stati.

“E’ legittimo sollevare criticità ma poi bisogna operare una sintesi complessiva. Certamente l’ultima parola spetta al Parlamento ma noi prima lavoreremo per rendere questo progetto non solo compatibile ma utile agli interessi dell’Italia”, ha detto il premier Giuseppe Conte registrando le “differenti sensibilità” tra le forze politiche di maggioranza sulla riforma del Mes e osservando d’altra parte che “se prendessimo dieci economisti, tirerebbero fuori dieci valutazioni diverse”.

CONTE A LONDRA

IL POST di Di Maio

“Concordo. Così non conviene all’Italia. Punto”, scrive Alessandro Di Battista in un commento in cui plaude al post con cui Luigi Di Maio rilancia, via Facebook, la trincea del M5S sul Mes.

“Come ha affermato il nostro capo politico, Luigi Di Maio, il Mes va migliorato perché, con questo contenuto, non conviene al nostro Paese e, per noi, non è possibile votarlo. Confidiamo, quindi, in una correzione e in un miglioramento in sede europea in modo che il meccanismo europeo di stabilità non presenti un pericolo per l’Italia”. E’ quanto afferma il deputato dei 5s, Michele Gubitosa: “Il M5s sta lavorando ad una risoluzione di maggioranza, che tenga conto di tutte le nostre perplessità, in modo che siano portate ai tavoli dell’Unione europea”.

LE PAROLE DI BERSANI


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