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Dalle alleanze all’antisemitismo, affondo dei riformisti Pd


Graziano Delrio tira dritto sul suo ddl contro l’antisemitismo contestato dal partito e Lorenzo Guerini mette in guardia sulle alleanze, che non possono “ballare sulla politica estera, sulla difesa e sull’idea di Europa”. La minoranza del Pd non perde tempo e torna a farsi sentire subito dopo capodanno, preannunciando un 2026 di serrati confronti nel partito. I riformisti, che hanno promosso a fine anno una scissione dai bonacciniani, vorrebbero riunirsi in appuntamenti pubblici una volta al mese a partire da gennaio-febbraio proprio per alimentare il dibattito intorno ai nodi, che – a loro dire – sono rimasti insoluti nell’assemblea di dicembre.

Intanto, il colloquio di Guerini con il Foglio detta la linea: “Prima o poi bisognerà giungere a una discussione responsabile anche nel centrosinistra sulla politica di difesa e sulla sicurezza. Non farlo non risolve i problemi”. Sul decreto per gli aiuti all’Ucraina, “non so cosa farà il M5s – ammette -. So di certo che il Pd voterà a favore della conversione del decreto”, perché “il sostegno all’Ucraina è molto più importante delle evidenti divisioni della maggioranza”. L’attesa è che la segretaria Elly Schlein convochi la direzione già a gennaio per affrontare questa ed altre questioni. Ma il contraddittorio è destinato ad emergere anche nelle aule parlamentari. Ad esempio, dopo essere stato sconfessato dai vertici del partito, il ddl sull’antisemitismo presentato da Delrio inizierà il suo iter parlamentare il 7 gennaio in commissione Giustizia del Senato, dove sono stati già depositate altre tre proposte di contenuto analogo: di Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (Fi) e Ivan Scalfarotto (Iv). “La mia proposta rimane in campo – fa sapere l’esponente dei cattolici democratici – perché è scritta insieme a persone molto competenti ed in modo estremamente equilibrato. Attendo di capire se anche dal mio partito ci saranno altre proposte ma per adesso deve ammettere che non ho capito quale sia nel merito il problema della mia iniziativa. Mi auguro che si riuscirà a trovare una soluzione tutti insieme”.

I dem al Senato dovrebbero presentare una loro proposta ufficiale sul tema a firma Giorgis, ma tutto ancora è in alto mare, perché – tra le altre cose – si sta valutando una possibile sintesi con il ddl Delrio. Il nodo resta la definizione stessa di cosa sia l’antisemitismo e – nonostante le buone intenzioni – le polemiche successive all’arresto di Hannoun potrebbero rendere anche più complicato il confronto. 

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