More stories

  • in

    Russia e Cina non firmano, il G20 in India si conclude senza dichiarazione congiunta

    Bruxelles – Nessuna dichiarazione congiunta al termine del G20 in scena a Nuova Delhi. Che la Russia si opponesse alla richiesta di “ritiro completo e incondizionato dal territorio dell’Ucraina” era scontato, ma l’attenzione era tutta sulla scelta di Pechino: le parole del ministro degli Esteri Qin Gang, che nel suo intervento aveva dichiarato che la Cina “starà sempre dalla parte della pace, promuoverà attivamente i colloqui di pace ed è disposta a svolgere un ruolo costruttivo”, avevano fatto sperare che il gigante asiatico potesse schierarsi per la condanna alla Russia. Ma alla fine, anche la Cina si è rifiutata di firmare la dichiarazione congiunta.
    Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e in primo piano il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov (credits: Olivier Douliery / Pool / Afp)
    “Sulla questione che riguardava il conflitto in Ucraina ci sono state divergenze, differenze che non siamo riusciti a conciliare tra le varie parti”, ha confermato il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, padrone di casa al vertice. L’India, che solo una settimana fa si era astenuta dal voto nella risoluzione Onu di condanna al Cremlino, al G20 si è unita all’appello per il ritiro delle truppe russe. In sostituzione alla mancata dichiarazione congiunta, un meno ambizioso documento in 24 punti redatto da Jaishankar, su cui, salvo i due paragrafi riguardanti l’Ucraina, i Paesi hanno trovato un accordo unanime. “L’Unione Europea ha contribuito fino alla fine per avere un documento condiviso“, ha assicurato con un tweet l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, salutando con favore i 24 punti finali.
    Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass, il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, avrebbe accusato l’Occidente di sacrificare le questioni “che dovrebbero essere al centro dell’agenda del G20 per le sue ambizioni in Ucraina”. Lavrov che, a margine del summit, ha avuto per la prima volta dall’inizio della guerra un breve incontro con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Messa da parte la bagarre sulla guerra in Ucraina, i temi chiave affrontati a Nuova Delhi sono stati sicurezza energetica e alimentare e lotta al cambiamento climatico. I ministri degli Esteri dei 20 Paesi più industrializzati hanno ribadito l’impegno per promuovere “la disponibilità, accessibilità, convenienza, sostenibilità, equità e flusso trasparente di cibo e prodotti agricoli” nel mondo e “l’accesso universale all’energia”, accelerando la transizione verso fonti energetiche rinnovabili e pulite. Nei 24 punti, spazio anche ai rischi per la salute globale, alla lotta al terrorismo e al raggiungimento della parità di genere.

    The Indian presidency of the @g20org rightly recalls that we have one world, one family and one future. To deliver successfully, we need to work together.
    EU has contributed until the end to have a #G20 agreed document. We welcome the Chair’s Summary. https://t.co/9kOhNjy2Sm
    — Josep Borrell Fontelles (@JosepBorrellF) March 2, 2023

    Mosca e Pechino hanno rifiutato di firmare il documento in cui si chiedeva il “ritiro completo e incondizionato” delle truppe russe dall’Ucraina. Alla fine del summit il ministro degli Esteri del Cremlino, Sergei Lavrov, ha incontrato il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken

  • in

    L’escalation della guerra russa in Ucraina tocca la Polonia. Un missile cade sul territorio Nato: condanna Ue e G7

    Bruxelles – Quasi nove mesi di guerra e alle 15:40 del 15 novembre la guerra russa in Ucraina ha toccato il punto più delicato, quasi di non ritorno. Perché, per la prima volta dal 24 febbraio, l’aggressione armata del Cremlino ha sconfinato in Polonia, un Paese membro dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (Nato), con un missile che ha causato la morte di due persone nel villaggio di Przewodów (a un centinaio di chilometri da Leopoli).
    Un frammento del missile russo caduto in Polonia
    La notizia è arrivata nella serata di ieri, quando il governo guidato da Mateusz Morawiecki ha convocato urgentemente una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale. Da subito si è respirata cautela – in particolare a Bruxelles, dove hanno sede non solo le istituzioni comunitarie, ma anche la Nato – nella condanna alla Russia. Tutti i leader hanno voluto aspettare l’esito della valutazione della Polonia, perché, se confermato un attacco russo, questo significherebbe un’escalation inedita della guerra, con il coinvolgimento dell’Alleanza Atlantica. La linea rossa è l’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico: quello che afferma che “un attacco contro un alleato è un attacco contro ogni componente dell’Alleanza” e che permette a ciascuna di esse, “nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva”, di assistere la parte attaccata “intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata“.
    Da subito però questo scenario è apparso il meno probabile, considerati gli scenari di malfunzionamento del missile in questione o delle conseguenze dell’impatto con la contraerea ucraina a Leopoli, o addirittura di missili anticarro di Kiev su una trattoria sbagliata. Per tutto il pomeriggio di ieri sono state bombardate le città e le infrastrutture ucraine con una novantina di missili e droni e – come reso noto in nottata dai portavoce del governo della Polonia – in questo contesto “un missile di fabbricazione russa” è caduto sul villaggio di Przewodów. Di qui la decisione di convocare l’ambasciatore della Federazione Russa in Polonia per “immediate spiegazioni dettagliate”. A questo si aggiunge la possibilità di attivare l’articolo 4 del Trattato del Nord Atlantico, ovvero il processo per consultazioni di emergenza se un membro dell’Alleanza teme un’aggressione esterna (l’ultima volta era stato attivato da Estonia, Lettonia e Lituania nel giorno dell’invasione russa dell’Ucraina).

    Due missili 🇷🇺 avrebbero ucciso due civili in #Polonia nella città di città di Przewodów, al confine con l’#Ucraina. Ci sarebbero due morti. pic.twitter.com/g2ycVP61ZG
    — OSINT-I (@OSINTI1) November 15, 2022

    La reazione al missile russo in Polonia
    Mentre oggi (mercoledì 16 novembre) a Bruxelles il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, presiederà una riunione d’emergenza degli ambasciatori dell’Alleanza Atlantica, da Bali (Indonesia) – dove si sta svolgendo il summit dei leader del G20 – arriva la prima reazione dei partner Nato e G7, compresa l’Ue. “Condanniamo i barbari attacchi missilistici che la Russia ha perpetrato su città e infrastrutture civili ucraine”, si legge in una dichiarazione congiunta al termine della riunione Nato-G7. I leader hanno anche discusso dell’esplosione oltre il confine ucraino e hanno offerto “pieno sostegno e assistenza alle indagini in corso in Polonia“, rimanendo “in stretto contatto per determinare i passi successivi appropriati”. Si tenta così di smorzare la tensione fino a quando la dinamica dell’episodio non sarà chiarita definitivamente, anche se rimane ferma la condanna al Cremlino per gli “sfacciati attacchi alle comunità ucraine, anche mentre il G20 si riunisce per affrontare le più ampie conseguenze della guerra”.
    La riunione straordinaria dei leader Nato e G7 a Bali, Indonesia (16 novembre 2022)
    Dopo un confronto con il premier della Polonia Morawiecki, il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha fatto sapere che proporrà “una riunione di coordinamento con i leader dell’Ue che partecipano al G20 qui a Bali”, nel corso della giornata di oggi. L’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, è rimasto in contatto “durante la notte” con il ministro degli Esteri polacco, Zbigniew Rau, assicurandogli il “pieno sostegno del Consiglio Affari Esteri” (al momento non sono previste riunioni straordinarie dei ministri degli Esteri o della Difesa a Bruxelles). Da parte della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, sono arrivate le condoglianze e un “forte messaggio di sostegno e solidarietà” alla Polonia, mentre Bruxelles monitora “attentamente” la situazione nel Paese membro Ue coinvolto – probabilmente in modo accidentale – nella guerra in Ucraina.

    Il governo polacco ha confermato che il missile caduto nel villaggio di Przewodów (uccidendo due persone) “è di fabbricazione russa”. A margine del G20 a Bali i leader puntano il dito contro gli “attacchi massicci sulle città ucraine”, ma c’è cautela sulla dinamica dello sconfinamento

  • in

    Dal cibo all’energia, a Bali prende il via il G20: leader al tavolo con Mosca per affrontare le conseguenze della guerra

    Bruxelles – Vaccini, clima, tassa minima globale. Poco più di un anno fa, nella cornice di Roma, i leader dei 19 Paesi più industrializzati al mondo (oltre l’Unione europea) che rappresentano due terzi della popolazione (e l’85 per cento del prodotto interno lordo mondiale) chiudevano il vertice G20 ospitato da Mario Draghi con un timido accordo sul taglio delle emissioni, ma rilanciavano lo slancio verso il multilateralismo. Nella notte (ore italiane) a Bali, in Indonesia, si è aperta a distanza di dodici mesi la nuova riunione del G20, ma lo scenario è tutto diverso e le venti economie più grandi al mondo si trovano a fare i conti con le conseguenze più o meno dirette della guerra di Russia in Ucraina, dall’insicurezza alimentare globale alla crisi energetica passando per la sicurezza più in generale. 
    E proprio all’insicurezza globale e alla crisi energetica era dedicata la prima sessione della riunione del consesso (che riunisce nello specifico Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Corea del Sud, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia, Regno Unito, Usa e UE) che andrà avanti fino a domani nell’isola indonesiana. E a sottolineare quanto diverso sia lo scenario in cui prende le mosse questo G20 sono anche i due vertici comunitari che rappresentano l’Unione europea, Ursula von der Leyen per la Commissione europea e Charles Michel per quanto riguarda il Consiglio europeo.
    Charles Michel, presidente del Consiglio europeo
    “Uno dei più difficili che ci siano mai stati”, ha scandito quest’ultimo nel suo primo intervento di questa mattina al panel sulla sicurezza alimentare ed energetica. Per il capo del Consiglio europeo, “l’unico modo migliore per porre fine all’acuta crisi alimentare ed energetica è che la Russia metta fine a questa guerra insensata e rispetti la Carta delle Nazioni Unite”. La “complessità” della due giorni non è radicata solo nel fatto di dover affrontare le conseguenze della guerra ma nel fatto che a scatenarla sia stata la Russia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e membro dello stesso G20. Dopo varie indiscrezioni, solo giovedì scorso è stata ufficializzata la decisione del presidente russo Vladimir Putin di non partecipare di persona ai lavori, ma di far rappresentare fisicamente la Federazione russa dal suo ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. Essendo il primo G20 dei leader dall’inizio dell’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, nei fatti sarebbe stata anche la prima occasione per mettere tutti i leader mondiali seduti allo stesso tavolo.
    La prima giornata di summit è scandita dalla necessità per i leader di mandare un messaggio di unità nel condannare l’aggressione immotivata della Russia ai danni della sovranità territoriale dell’Ucraina. A chiusura della prima giornata, la presidente Ursula von der Leyen ha assicurato in una nota che la “maggior parte dei leader ha preso una posizione chiara contro la guerra della Russia e le sue disastrose conseguenze globali. Questo G20 sta riaffermando il diritto internazionale e l’ordine di pace”, ha detto ancora, rivendicando che insieme alle economie emergenti, “l’Europa sta svolgendo un ruolo chiave nei risultati del vertice, mantenendo l’unità di idee simili e costruendo ponti”. Per qualcuno il G20 non è la sede opportuna per affrontare la questione, ma nei fatti è anche il principale forum dei leader mondiali, dunque la sede per affrontare le sfide globali e le loro conseguenze.

    A quanto apprendiamo, i leader stanno lavorando alle conclusioni della due giorni – che dovrebbero essere approvate domani – per includere la condanna “nei termini più forti” dell’aggressione da parte di Mosca ai danni di Kiev. La bozza di 16 pagine dichiarazione comune – vista da Eunews – riconosce l’aggressione dell’Ucraina come una “guerra” (termine che per il momento Mosca rifiuta riferendosi a una “operazione militare speciale”. Nel testo si legge che “la maggior parte dei membri ha condannato fermamente la guerra in Ucraina e ha sottolineato che sta causando immense sofferenze umane e aggravando le fragilità esistenti nell’economia globale”. Ma si legge ancora che esistono “altri punti di vista e diverse valutazioni della situazione e delle sanzioni”, in riferimento al fatto che al tavolo è seduta anche Mosca.
    Critiche a Mosca sono arrivate anche dal presidente cinese Xi Jinping ha invitato i leader del G20 a “opporsi fermamente” a qualsiasi “strumentalizzazione” di cibo ed energia. “Dobbiamo opporci fermamente a qualsiasi politicizzazione, strumentalizzazione e uso come arma delle questioni alimentari ed energetiche”, ha dichiarato il leader cinese al vertice del G20 sull’isola indonesiana di Bali, chiedendo al contempo la revoca delle sanzioni, come quelle contro la Russia. Xi Jinping, che ha avuto alla vigilia del vertice un bilaterale con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è rimasto sempre vicino a Putin negli ultimi anni, pur rimanendo attendo a non fornire un sostegno materiale diretto che potesse far scattare sanzioni occidentali nei suoi confronti come accaduto con la Bielorussia.
    G20, estensione accordo sul grano e insicurezza energetica
    Nella bozza si legge ancora la richiesta a estendere l’iniziativa per sbloccare l’esportazione di grano attraverso il Mar Nero, mediata a luglio dalle Nazioni Unite e dalla Turchia, in scadenza a fine novembre. L’iniziativa era stata firmata il 22 luglio scorso, per sbloccare le esportazioni di almeno 20 milioni di tonnellate di grano, rimaste bloccate nei principali porti ucraini da quando l’invasione della Russia è iniziata lo scorso 24 febbraio, facendo temere per la sicurezza alimentare globale.
    La richiesta di estensione dell’accordo oltre novembre è arrivata congiuntamente da entrambi i vertici comunitari, che ancora tenuto inoltre a ribadire che tutte le sanzioni varate dall’Ue contro la Russia non bloccano in alcun modo l’esportazione di grano e altri cereali indispensabili per scongiurare una carestia mondiale. “Non sono previste sanzioni su prodotti agroalimentari e fertilizzanti”, ha assicurato von der Leyen “sostenendo con tutto il cuore l’Iniziativa per i cereali del Mar Nero mediata dal segretario generale Guterres e dal presidente Erdoğan”. Michel ha menzionato che l’Ucraina esporta nel mondo 45 miliardi di tonnellate di prodotti agricoli attraverso le rotte di solidarietà dell’UE. “Siamo riusciti ad aiutare l’Ucraina a esportare 15 milioni di tonnellate e altri 10 milioni sono stati esportati grazie alla Black Sea Grain Initiative”, ha detto, motivando così la necessità di estendere l’accordo.
    Sul fronte energetico, la guerra “ha aperto gli occhi all’Unione europea. Vediamo letteralmente che la Russia, invece di vendere gas, preferisce bruciare gas”, ha accusato von der Leyen, che ha rivendicato di sostenere “l’introduzione di un prezzo massimo del petrolio” il meccanismo su cui si sono accordati i ministri dell’economia dei Paesi G20 alla riunione di fine estate. Per la presidente dell’esecutivo europeo la risposta alla crisi energetica e ai prezzi mirabolanti dell’energia è accelerare “la transizione verde verso l’energia pulita” non solo dell’Europa, ma anche degli altri partner dell’Ue, a partire dall’Indonesia che ospita il vertice. A margine del G20, von der Leyen ha siglato insieme al presidente dell’Indonesia Joko Widodo e i leader dell’International Partners Group (co-guidato da Stati Uniti e Giappone e comprendente Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia e Regno Unito) una partnership per la giusta transizione energetica con l’Indonesia, con l’obiettivo di mobilitare 20 miliardi di dollari (circa 19,4 miliardi di euro) in finanziamenti pubblici e privati ​​per un periodo da tre a cinque anni, tra sovvenzioni, prestiti agevolati, prestiti a tasso di mercato, garanzie e investimenti privati.

    Nell’isola indonesiana prende il via la prima riunione G20 da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina. Bruxelles: “La guerra ci ha aperto gli occhi su Mosca”. I leader delle venti economie più industrializzate al mondo lavorano alle conclusioni per condannare la guerra

  • in

    G20 straordinario sull’Afghanistan il 12 ottobre. Draghi: “Salvare vite umane, no al pacco di grano in cambio di abiure”.

    Roma – “C’è prima di tutto un’emergenza umanitaria, si tratta di vedere se è possibile avere obiettivi comuni”. Draghi la mette sul piano del pragmatismo e annuncia così il vertice straordinario del G20 dedicato alla crisi in Afghanistan che sotto la presidenza italiana si riunirà il 12 ottobre.
    “Attualmente non c’è nessun sostegno dal resto del mondo – ha detto il premier italiano – ed è un dovere dei Paesi più ricchi evitare una catastrofe umanitaria, senza condizionalità o pensare di dare un pacco di grano solo se si abiura o si rinuncia alla fede”. “Lì siamo a un punto in cui bisogna preoccuparsi di salvare vite umane”.
    Il secondo punto si dovrà affrontare è quali passi la comunità del G20 può intraprendere per evitare che l’Afghanistan “torni a essere il nido del terrorismo internazionale, in Europa ma non solo anche nei Paesi circostanti che sono coinvolti nella crisi e che avranno una voce in capitolo nel vertice”.
    La formula del summit sarà perciò allargata “non solo ai Paesi Bassi e alla Spagna sempre invitati ma anche al Qatar, alle Nazioni Unite, al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale.

    il premier italiano convoca il vertice che sarà allargato a Paesi circostanti, Qatar, ONU, Banca mondiale e FMI

  • in

    Un G20 straordinario per la crisi afgana. Draghi incontra il ministro russo Lavrov che chiede un vertice allargato a Iran e Pakistan

    Roma – Un G20 straordinario sulla crisi afgana. Dopo gli scarsi risultati dei sette grandi la presidenza italiana ci prova, nella speranza che con una formula più allargata si possa trovare uno spazio più condiviso. E la tappa di oggi (27 agosto) del ministro degli esteri della Federazione Russa Sergei Lavrov a Roma è stato un primo tassello, colloquio seguito da una telefonata tra il premier Mario Draghi e il primo ministro indiano Narendra Modi. Per un vertice straordinario servono certamente molti altri avvalli, tra cui quello della Cina. L’Italia sarebbe favorevole a una formula più ampia che comprenda anche alcuni inviti strategici come Iran e Pakistan, come ha rivelato il ministro russo Lavrov.
    “Il G20 rappresenta sicuramente la possibilità di intensificare la collaborazione fra i diversi Paesi e a differenza del formato G7, riflette la realtà multipolare del nostro mondo” ha detto il politico russo subito  dopo il colloquio alla Farnesina con il ministro italiano Luigi Di Maio. Conscio delle difficoltà in questa fase acuta della crisi ha detto che “le soluzioni congiunte non sono mai semplici ma la questione afgana “ci invita unire in nostri sforzi”. La preoccupazione della Russia è rivolta in modo particolare alla lotta al terrorismo e alla sicurezza dei confini, e va in questa direzione la richiesta di coinvolgimento dei Paesi alleati di Mosca, che più di altri risentiranno di una mancata stabilizzazione dell’area e del flusso dei profughi.
    Stabilizzazione tra gli obiettivi prioritari elencati anche da Mario Draghi per garantire la sicurezza del Paese e su scala regionale, “affrontare l’emergenza umanitaria e vegliare sul rispetto dei diritti umani, in particolare delle donne”.
    In questa fase è necessario uno “stretto coordinamento internazionale” ha sostenuto Di Maio, al termine del colloquio con il capo della diplomazia di Mosca, confermando che in questo contesto “il dialogo con la Russia è imprescindibile”, definendola “un attore fondamentale”.

    Durante i due distinti colloqui a Palazzo Chigi e alla Farnesina, si è discusso anche della questione libica per la quale Italia ritiene necessario “proseguire con il dialogo politico promosso a Ginevra dalle Nazioni Unite anche in vista delle elezioni di fine dicembre e della necessità di un rapido ritiro delle forze straniere dal Paese” con un chiaro riferimento anche al coinvolgimento della Russia e della Turchia.
    Restano ancora distanze profonde sulla questione Ucraina e sul caso Navalny. Lavrov ha ribadito che “è il governo di Kiev a non rispettare gli accordi di Minsk”, e ha rivendicato ancora una volta la libera scelta delle popolazioni della Crimea. Tra Mosca e l’Unione Europea resta dunque un solco profondo anche se il tema delle sanzioni è rimasto fuori dai colloqui odierni. Per quanto riguarda Alexej Navalny, Di Maio ha ricordato a Lavrov la “preoccupazione dell’Italia per l’oppositore del governo di Mosca “al quale devono essere applicate le legittime garanzie e la tutela dei “diritti fondamentali”.

    Russia disponibile a sostenere una proposta che rifletta un contesto multipolare al contrario del G7. Di Maio: Russia attore fondamentale ma con Mosca restano le distanze su Ucraina e caso Navalny

  • in

    Draghi e Merkel: per le grandi sfide impegno comune. Abbiamo bisogno del mondo intero non un insieme di singoli Stati

    Roma – “L’apertura è stata la migliore ricetta per il successo dell’Italia, la nostra presidenza del G20 rifletterà questo impegno di lunga data”. La dimostrazione viene dalla storia dice convinto Mario Draghi dove il nostro Paese “ha prosperato grazie al commercio e alla cooperazione internazionale”.
    Il Global Solution Summit 2021 è l’occasione per il premier per rilanciare con più forza il multilateralismo, dialogando con la cancelliera Angela Merkel e prendendo spunto dallo “spazio nuovo” in cui l’Unione europea si è mossa, mostrando sovranità nella campagna vaccinale e nella produzione dei vaccini. Per Draghi, la crisi sanitaria ha insegnato che è impossibile affrontare i problemi globali con soluzioni interne, dunque “ora toccherà anche ad altri campi: il multilateralismo sta tornando e abbiamo bisogno del mondo intero non un insieme di singoli stati”.
    Ricordando la dichiarazione di Roma in chiusura del summit mondiale della salute, il premier ha ribadito la necessità di guardare ai paesi a basso reddito e non solo per la campagna vaccinale. “Dobbiamo intraprendere un’azione incisiva per affrontare le disuguaglianze globali: le crisi sanitarie e climatiche rischiano di aggravare le disparità già esistenti”. Nell’ambito dell’Unione europea la sponda con la Cancelliera tedesca è piena: “Sono d’accordo con lei, l’UE è il nuovo spazio della sovranità, sui vaccini e spero anche in altri campi dalla difesa ai rapporti internazionali.  Il tema della campagna vaccinale tocca uno dei punti chiave del multilateralismo e dell’impegno comune. Per Merkel “è necessario produrre più vaccini e accertandosi che questi siano di qualità”, ribadendo che la sospensione dei brevetti non è la soluzione.
    Le sfide richiedono tutte un impegno comune, quella del clima la più urgente, “un dovere morale per le giovani generazioni ma anche una esigenza dell’economia”.  Viste le diverse visioni dei Paesi “serve che tutti i Paesi siano in campo”, spiega Draghi, “penso agli Usa rientrati nell’accordo di Parigi e alla Cina”. E con Pechino che produce il 30% delle emissioni di gas, perciò “serve preservare uno spazio di dialogo e cooperazione basato sulla condivisione di regole globali comuni, senza fare passi indietro sui nostri valori democratici”.

    Anche sul clima il tandem guadagna spazio, con Merkel che raccoglie e rilancia sul G20: “Mi attendo un segnale forte, abbiamo bisogno di progressi importanti, che arriveranno se la difesa del clima sarà un fattore di successo economico”. Asse solido dunque, “massimo sostegno alla presidenza italiana all’Italia per un vertice di successo e per la tua leadership”.
    Nel dialogo tra i due leader, moderato dalla corrispondente a Berlino del New York Times, Melissa Eddy, è stato affrontato anche il tema del gender gap e di ciò che i governi possono fare per superare un divario che si è allargato durante la pandemia. Si tratta “di una delle priorità trasversali del Piano italiano di ripresa e resilienza, con misure specifiche come gli investimenti negli asili e nell’istruzione femminile”, ha detto Draghi così come la clausola che incoraggerà ad assumere più donne e più giovani. L’esempio arriva anche per piani più alti, cita la recente nomina della prima donna in assoluto come capo dei servizi segreti.

    Al Global Solution Summit, solido asse con la cancelliera tedesca che assicura “massimo sostegno alla presidenza italiana del G20”. Sul clima dialogo necessario con i grandi attori USA e Cina

  • in

    L’Italia alla guida del G20 con lungimiranza: i passi da compiere per una risposta economica vincente, globale ed inclusiva

    CarloCalenda In altre parole la lealtà al partito viene prima di quella verso i cittadini elettori? Ancora, rispetto a Renzi, so… https://t.co/038cCE538lRebHarms Big brother reloaded. #Orban #Hungary https://t.co/9Qthi81PVRCarloCalenda Hai ragione. Bisogna intendersi sul concetto di trasformismo. È trasformismo fare una campagna elettorale dicendo “… https://t.co/AfvnwUpFCEEU_EESC 🇪🇺 Save the date!

    @EESC_TEN, @EESC_NAT & @EESC_SOC organise a major online conference on:

    #EnergyPoverty at the c… https://t.co/Ym3iKTNgYLEU_ENV RT @IPBES: 🍄@IPBES assessment of the #SustainableUse of wild #species🌿🍏

    ✍️The 2nd external review of the chapters & the 1st external revie…EU_ENV RT @UNBiodiversity: The @IPBES #PandemicsReport shows that the same human activities driving #biodiversity loss and #ClimateChange are also…guyverhofstadt Scandalous… Any excuses Orbán ever had on Central European University have now been shown to be just that: excuse… https://t.co/C1bwtsVqNJEU_opendata RT @ICES_ASC: Please RT! 👉We have a VACANCY for a #data programmer in our Secretariat team in Copenhagen supporting a number of key develop…RebHarms Guten Morgen. Und zurück auf Los.
    @selcuksalih https://t.co/5jfhUqk3fzCSpillmann RT @Le_Figaro: Les réseaux sociaux se déchaînent sur la crasse et l’enlaidissement de Paris https://t.co/lV0XArD4Q8CSpillmann RT @AbasAslani: #Iran has produced 55 kg of 20% enriched uranium, says spokesman of Atomic Energy Organization of Iran adding “we have almo…helenadalli Discrimination on the basis of personal characteristics or other factors can severely impact access to #healthcare.… https://t.co/nC1O4NnXM4US2EU Today is #WorldHealthDay! #COVID-19 has hit all countries hard, but its impact has been harshest on those communit… https://t.co/zhEFDQkbFMeu_eeas Health for all is the only way forward. We’re committed to #BuildBackBetter towards a more healthy and equal world… https://t.co/aF3unvY5tZRenewEurope The #COVID19 crisis has revealed the fragility of the EU in terms of public health.

    On today’s #WorldHealthDay, we… https://t.co/k3arbYJeO1CSpillmann L’hiver s’est installé a #Bruxelles et les piafs en perdent leur latin https://t.co/Hr7yQdBgJnCSpillmann Goujat, mufle ? @vonderleyen a été soufflée par le coup du sofa de @RTErdogan et @eucopresident n’a pas bronché.… https://t.co/28rPjuTavDCarloCalenda Perché l’unico programma che hanno è il settarismo che nasce da moralismo. Tradotto “noi siamo i buoni, anche quand… https://t.co/oVOCbuKlGxCarloCalenda Salvatore ho appena risposto a un elettore di Sgarbi che esordiva come te. In fondo puoi dichiararti di destra o di… https://t.co/skl9lOSFsN