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Schlein a Napoli: ‘No ai giudici controllati dal governo’


“Vi invitiamo tutti ad andare a votare No al referendum il 22 e 23 marzo. Non vogliamo una magistratura controllata dal governo”. Da Napoli, dove il Pd ha tenuto la seconda tappa della campagna d’ascolto del territorio nazionale, Elly Schlein rilancia la battaglia referendaria ma attacca la maggioranza soprattutto sulle politiche per la scuola.

“L’Italia che coltiva saperi” è il tema della due giorni napoletana, dove si raccontano esperienze di eccellenza socioculturale spesso costrette a confrontarsi con pesanti debolezze strutturali. “Coltivare i saperi è il punto centrale, è l’impegno che prendiamo qui perché la scuola, la cultura, l’università e la ricerca sono un punto costitutivo e centrale dell’alternativa che vogliamo costruire per battere le destre”, sottolinea la segretaria dem. La scuola pubblica è “il primo luogo di contrasto alle disuguaglianze”, ma per Schlein “c’è un’insopportabile propaganda che mette il merito nel nome di un ministero prima di aver garantito uguali opportunità a tutti i bambini”. Non solo: “Difendere la scuola pubblica significa anche pagare meglio gli insegnanti e difenderla dal dimensionamento. Nella scuola ci sono 250mila precari e bisogna lavorare per stabilizzarli così come bisogna lavorare su un sistema di reclutamento che non sia un terno al lotto e che non divida le famiglie”.

E poi “l’approccio securitario è una scelta politica sbagliata di questo Governo: critichiamo l’approccio repressivo, deleterio e insufficiente che mette solo i metal detector all’entrata delle scuole anziché gli psicologi e i libri”. Durante il suo intervento, Schlein si collega con un gruppo di studenti di Mazara del Vallo conosciuti durante la sua visita nelle zone colpite dal ciclone Henry. “Il loro liceo non ha una sede e quindi affitta il garage di un condominio per fare le lezioni. Pensate a che investimento importante – ragiona la segretaria del Pd – serve per garantire a tutte le studentesse e gli studenti degli spazi di qualità nel nostro Paese. Per garantire una didattica che passa anche dal pagare meglio gli insegnanti, purtroppo tra i meno pagati d’Europa. Per riuscire a mettere la scuola al centro di una grande ricostruzione del tessuto sociale. È da lì che si comincia a contrastare le diseguaglianze, a far ripartire l’ascensore sociale. È da lì che si contrastano anche gli elementi di intolleranza, di odio, di bullismo, facendo educazione alle differenze e al rispetto all’affettività in tutti i cicli scolastici”. Le critiche al centrodestra riguardano anche gli atenei.

“L’università pubblica è sotto attacco. Parliamo spesso di quanto lo sia negli Stati Uniti di Trump, ma attenzione, qui in Italia l’attacco è più silenzioso ma non meno insidioso. Stanno togliendo risorse all’università pubblica, tagli importanti che si riversano sugli atenei. Stanno proponendo una cosa inaccettabile, che il Governo possa nominare un membro in tutti i Cda degli atenei pubblici, in barba al principio dell’autonomia”. Infine la ricerca: “Siamo purtroppo tra i fanalini di coda d’Europa, non certo per la qualità straordinaria dei nostri ricercatori, ma perché il settore in Italia è troppo precario”. La campagna d’ascolto del Pd prosegue il 20 e 21 febbraio a Firenze, sul tema “L’Italia che riparte”.

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