Dopo la visita al
penitenziario, Papa Leone XIV si trasferisce in auto e
successivamente in golf-cart, all’Abbazia di Nostra Signora di
Montserrat, luogo iconico della spagna, per la preghiera del
rosario.
Giunto all’atrio antistante la Basilica, il Papa, mentre
rintoccano le campane, viene accolto dal vescovo della diocesi
di Sant Feliu de Llobregat, mons. Xabier Gómez García, e dal
padre
Abate del monastero di Montserrat, Manel Gasch i Hurios.
Nell’atrio sono presenti circa 1.000 bambini.
All’ingresso della Basilica, il Papa bacia la croce e
asperge i fedeli con l’acqua benedetta. Successivamente, si
dirige nella Cappella del Santissimo Sacramento per un momento
di raccoglimento.
Infine, raggiunge il presbiterio. Dopo una breve introduzione
del vescovo di Sant Feliu de Llobregat e le parole di benvenuto
del Padre Abate viene recitato ill rosario. Al termine, Papa
Leone pronuncia il suo discorso.
Miguel Hurtado, primo denunciante di violenze a Montserrat e
simbolo della lotta contro gli abusi nella Chiesa catalana, già
protagonista di una performance lunedì scorso davanti alla
nunziatura di Madrid dal tema “la sedia vuota” poichè il Papa
non ha voluto riceverlo tra le vittime di abusi, in una lettera
inviata a Leone aveva invitato già tempo fa il Pontefice a
rinunciare alla visita all’abbazia benedettina di oggi.
“Montserrat è il ground zero, l’epicentro dei casi di
pedofilia”, rha detto Hurtado, che aveva 16 anni quando subì
abusi dal monaco benedettino Andreu Soler, responsabile del
gruppo di scout, definito un “predatore sessuale” da una
commissione istituita nel 2019 dal monastero. Rimasto impunito
per decenni, è deceduto, mentre Hurtado ha avviato una causa
civile contro l’abbazia, per l’occultamento delle violenze.
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