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Consiglio Piemonte impegna Giunta a farsi parte civile contro Askatasuna


Il Consiglio regionale del Piemonte
ha approvato ieri quattro ordini del giorno di centrodestra
sulle violenze al termine del corteo per Askatasuna del 31
gennaio. Tutti sono stati votati solo dalla maggioranza. Tre
impegnano la Giunta regionale a costituirsi parte civile nei
procedimenti giudiziari, il quarto a esprimere formalmente alla
rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la
vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il
sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della
legalità.

   
I primi tre ordini del giorno erano di Carlo Riva Vercellotti
(presidente gruppo Fdi), Fabrizio Ricca (presidente gruppo Lega)
e Sergio Ebarnabo (Fdi). Gli atti di indirizzo prevedono altresì
che la Regione Piemonte esprima al Governo e al Parlamento la
sollecitazione per adottare con la massima urgenza il decreto
sicurezza e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale
delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la
Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o
indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o
realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili
con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle
istituzioni. L’ultimo ordine del giorno aveva come primo
firmatario Roberto Ravello (vicepresidente gruppo Fdi).

   
Il Partito democratico ha invitato ad abbassare i toni e a
fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più
istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il
Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell’ordine sia in
termini di organici che in dotazioni per combattere la
criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di
partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il
legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che
aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla
legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5
Stelle infine punta il dito contro il ministro degli Interni
Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere
capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di
piazza”.

   

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