Bruxelles – Il nichel russo? Niente sanzioni, perché all’Unione europea serve troppo per poterlo mettere al bando. La difficoltà dell’UE nella gestione della guerra russo-ucraina, con la necessità di rispondere alle manovre militari del Cremlino da una parte e l’attenzione a non indebolire troppo la propria economia, viene alla luce sulla questione del nichel. Ad oggi non oggetto di sanzioni, la materia prima viene tranquillamente commercializzata in Europa, con i Paesi Bassi a fare da intermediari.
A denunciare la situazione Tom Berendsen, europarlamentare olandese del PPE, che con tanto di interrogazione chiede alla Commissione di proporre sanzioni in merito. “
In questo momento però la Commissione europea non può fare niente, ammette la commissaria per Servizi finanziari, Maria Luìs Albuquerque, nella risposta data a nome dell’interno collegio.
Il nichel è una materia prima essenziale, di cui l’UE non dispone e di cui ha bisogno per portare avanti la propria agenda verde e competitiva. Il metallo in questione è indispensabile per la produzione di batterie, utili per la mobilità elettrica di nuova generale, ma a livello industriale è utile anche per la produzione di leghe resistenti a calore e corrosione. L’acciaio inossidabile passa per il nichel, tanto per avere un’idea. Ma il nichel è utile anche nel settore della ceramica, come elemento per colori e smalti. Insomma, sanzionare il nichel russo non si può. Il metallo di cui l’UE ha bisogno mette in mostra le debolezze e i limiti di un’Europa povera di materie prime e ancora prigioniera di dipendenze strategiche.
Certo, non è detto che in futuro la Commissione non possa immaginare restrizioni, visto che, ricorda Albuquerque,
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