Bruxelles – Islanda, niente Unione europea. Il referendum indetto per decidere se riprendere il percorso negoziale avviato e lasciato in sospeso da oltre dieci anni dice ‘no’ al ritorno al tavolo delle trattative. I cittadini islandesi chiudono ancora una volte le porte all’UE, probabilmente questa volta in modo definitivo: difficile immaginare, dopo voto popolare, tornare sull’argomento. Dubbi e timori per le cessioni di sovranità prevalgono sui benefici di un’unione con l’Unione, anche se il Paese si mostra diviso sull’argomento: il ‘no’ alla riapertura dei negoziati prevale con il 52,8 per cento dei voti vali espressi. Una maggioranza, certo, ma che lascia dall’altra parte una metà dell’isola di diverso avviso.
A Bruxelles si prende atto, cercando di non fare drammi. Subito dopo la comunicazione dei risultati ufficiali il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, “
La Commissione europea resta silente. La presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, sempre attiva e reattiva sui social, non scrive una parola e neppure una considerazione sull’esito di un voto in cui invece sguazzano le forze euro-critiche ed euroscettiche. Sono innanzitutto gli esponenti italiani in Europa a non perdere occasione per mandare stoccate all’UE: quella dell’Islanda è “una scelta nel segno della sovranità e dell’indipendenza“, commenta Susanna Ceccardi (Lega/PfE). Un commento che ribadisce la richiesta di meno Europa e più potere ai parlamenti nazionali tanto cara agli esponenti del Carroccio.
Una linea espressa, con toni diversi, anche da Nicola Procaccini (FdI), co-presidente del gruppo del conservatori (ECR): “
Lettura diversa quella offerta da Sandro Gozi (RE): “La pesca ha deciso questo referendum“, sostiene. A suo giudizio, ancora una volta, “gli islandesi hanno avuto paura di perdere la loro grande potenza economica, su cui hanno costruito anche parte della loro identità e della loro storia”. L’europarlamentare dei liberali comunque vuole essere chiaro su un dato: “Per l’Ue è un’occasione persa, ma non la indebolisce“.
Source: https://www.eunews.it/category/politica-estera/feed

