Bruxelles – A Gaza? Nessun genocidio. Il primo ministro israeliano Banjamin Netanyahu? Non è un criminale. C’è qualcosa che manca, secondo la delegazione del Movimento 5 Stelle in Parlamento europeo, nella comunicazione della Commissione europea e nel modo in cui l’esecutivo comunitario affronta la crisi arabo-israeliana: il coraggio o la capacità di esprimersi in modo chiaro. In un’interrogazione parlamentare la delegazione M5s chiede a Palazzo Berlaymont perché non riesca a riconoscere che a Gaza il governo Israeliano si sia macchiato di reati di genocidio, come stabilito dalla commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, compresa Gerusalemme Est, e Israele. Senza contare il mandato di arresto spiccato contro il capo di governo israeliano, per gli stessi crimini.
“L’UE non può pronunciarsi sui procedimenti in corso”, replica l’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, che si sente in dovere di precisare che “l‘UE non formula di per sé valutazioni giuridiche sulla commissione di crimini internazionali, tali qualificazioni richiedono accertamenti giudiziari effettuati secondo un giusto processo”.
La risposta che giunge dalla Commissione, pur contenendo rassicurazioni sul fatto che l’Unione europea “rispetta e sostiene pienamente il ruolo dei tribunali internazionali e dei meccanismi delle Nazioni Unite, tra cui la Corte internazionale di giustizia e la Corte penale internazionale (CPI)”, mostra un atteggiamento da quello usato verso altri attori internazionali: nel caso della Russia e del suo presidente, Vladimir Putin, l’esecutivo comunitario non ha esitato a denunciare pubblicamente “crimini di guerra”, accusando di fatto il leader del Cremlino di essere un criminale.
L’interrogazione parlamentare presentata dalla delegazione del Movimento 5 Stelle offriva l’occasione per fare chiarezza, invece la risposta fornita mostra una volta di più la politica dei due pesi e delle due misure ormai tipica della Commissione europea a guida von der Leyen. “L’UE ha ripetutamente invitato Israele a rispettare pienamente e in ogni circostanza gli obblighi che ad esso incombono in virtù del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario”, sottolinea Kallas. Il problema è proprio qui: non si è mai andati oltre, a differenza delle autorità israeliane.
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