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Più investimenti e complementarietà con la NATO. I leader UE confermano l’impegno nella difesa comune dell’Unione

Bruxelles – Dalle parole alle dichiarazioni d’intenti, dalle dichiarazioni d’intenti allo studio delle soluzioni pratiche per un coordinamento sempre più stretto a livello UE in materia di difesa e sicurezza, una tra le materie di più esclusiva competenza dei Paesi membri. Secondo quanto emerge dalle conclusioni del Consiglio Europeo (30-31 maggio), i 27 leader dell’Unione hanno dato il via libera al rafforzamento della base industriale e tecnologica europea e soprattutto all’analisi della possibilità di investimenti, appalti, approvvigionamenti militari e infrastrutture comuni.

Il 27 capi di Stato e di governo UE al Consiglio Europeo (31 maggio 2022)

La base di partenza, che ha stravolto il modo di guardare a un’idea che circola da almeno nove mesi a Bruxelles (insieme a quella delle unità di dispiegamento rapido, dopo la presa di potere dei talebani in Afghanistan), è il “cambiamento nell’ambiente strategico dell’Unione Europea” determinato dalla guerra d’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. Dopo il riconoscimento della necessità di un’Unione europea più forte nel campo della sicurezza e della difesa già al vertice di Versailles di marzo, i Ventisette stanno intensificando gli sforzi per l’attuazione della Bussola strategica e per la messa a terra di investimenti “migliori” che si concentrino sulle carenze strategiche individuate dalla comunicazione della Commissione di due settimane fa.

Più nello specifico, il testo apre la strada al Consiglio dell’UE per l’esame di diverse opzioni, “in linea con le rispettive competenze conferite dai Trattati”. Prima di tutto, risalta “l’urgenza” di un coordinamento sulle esigenze di approvvigionamento di difesa “a brevissimo termine”, determinato dalla ricostituzione delle scorte negli arsenali bellici dopo il sostegno fornito all’Ucraina. Di qui si potrà lavorare per uno strumento di corto raggio temporale per “rafforzare le capacità industriali” e per “acquisti congiunti volontari”. In secondo luogo si dovranno “mappare le attuali e necessarie capacità produttive aggiuntive”, oltre a considerare “l’accelerazione dell’attuazione dei progetti di infrastrutture per la mobilità militare” e “un ruolo rafforzato della Banca europea per gli investimenti a sostegno della sicurezza e della difesa europea”. I leader UE seguono anche “con interesse” la possibilità di un’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto per progetti “di elevato interesse comune” in questo settore.

La guerra in Ucraina era ed è un campanello di allarme per i Ventisette per rafforzare le capacità di difesa“, ha commentato in conferenza stampa la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. Secondo la numero uno dell’esecutivo comunitario, le sfide da affrontare riguardano “la mancanza di investimenti e la frammentazione dell’industria”. Ecco perché entro fine giugno arriverà la proposta della Commissione per appalti pubblici comuni costituiti da almeno 3 Paesi membri, mentre entro fine anno sarà presentato il programma europeo per la difesa. Ma l’intero progetto mantiene la matrice della “complementarietà con la NATO“, come ha fatto notare il presidente del Consiglio UE, Charles Michel: “Il vertice di Madrid [in programma il 29 e 30 giugno, ndr] sarà un’occasione per ribadirlo”, anche a partire dalle richieste di adesione all’Alleanza Atlantica di Svezia e Finlandia, i due tradizionali Stati membri UE non-allineato militarmente. Per quanto riguarda l’Unione nel suo insieme, la “complementarietà” si dovrebbe realizzare in ambito di programmazione strategica, di approvvigionamento e di coordinamento: “Un’Unione Europea più forte e più capace nel campo della sicurezza e della difesa contribuirà positivamente alla sicurezza globale e transatlantica“, puntualizza il testo siglato dai 27 capi di Stato e di governo dell’UE.

Nelle conclusioni del Consiglio Europeo è stata ribadita la necessità di rafforzare la base industriale e tecnologica per ricostituire le scorte militari, evitando le lacune e la frammentarietà del passato. Entro giugno la proposta della Commissione per appalti congiunti


Source: https://www.eunews.it/category/politica-estera/feed


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